«Avevamo chiesto all’assessore Donazzan di dare delle risposte. Ieri, finalmente, ne ha date due. Che sono francamente preoccupanti». Lo dichiara Rosanna Filippin, segretario regionale del Partito Democratico del Veneto, a proposito delle spiegazioni date alla titolare regionale dell’Istruzione in merito alla pubblicazione sulla caduta del Muro di Berlino.
«Elena Donazzan ammette candidamente che nessuno in Regione ha verificato contenuti e metodi redazionali del libretto – attacca la democratica – Allora mi chiedo se la sponsorizzazione politica da parte di un assessore sia un lascia passare così potente da sconsigliare agli uffici della Regione qualsiasi controllo. I progetti pagati con le tasse dei cittadini non devono rispettare nemmeno dei requisiti minimi di qualità? I nostri amministratori regionali credono che i veneti siano disposti a digerire qualsiasi cosa, solo perché targata giunta Galan? Io credo di no, credo che i veneti meritino un rispetto maggiore. Soprattutto quando in ballo c’è la scuola dei nostri figli».
Filippin rincara la dose: «Anche la vicenda del copia e incolla è imbarazzante, ma c’è un aspetto ancora più grave: il fatto che, a spese dei contribuenti, l’assessore Donazzan si sia permessa di finanziare un’operazione di propaganda politica nelle scuole. E questo è, semplicemente, inaccettabile».
«Quanto alla tesi dell’assessore secondo cui il Pd si sarebbe accanito contro dei ragazzi anziché affrontare direttamente lei, è noto a tutti che è vero il contrario – conclude il segretario del Pd – È a lei che abbiamo posto alcune domande, rimaste inevase per giorni. E semmai è proprio Elena Donazzan ad essersi servita dei giovani dell’Associazione, facendo ricadere su di loro la colpa e l’onere delle scuse. L’uso dei giovani come scudo politico è una vigliaccata. Che pena!»
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