Crisi d’impresa – Filippin : “Cancellato il termine fallimento. Più rispetto per la persona”

“Non solo un cambio strutturale  e principi chiari per le crisi d’azienda ma anche un cambio di mentalità e prospettiva che guarda anche al rispetto della dignità delle persone. Nessuno potrà essere più apostrofato come fallito visto che finalmente viene cancellata la parola ‘fallimento’, con il suo connotato umiliante, sostituita dal termine ‘liquidazione giudiziale’. Soprattutto in un periodo di crisi del sistema come quella che ancora viviamo è un passaggio lessicale che assume un significato profondo e può aiutare chi già vive il peso delle difficoltà economiche o vede non andare a buon fine un progetto in cui crede”.

La senatrice del Pd Rosanna Filippin interviene in merito alla delega del governo sul tema della crisi d’impresa.

“La disciplina di legge sulle crisi d’impresa è una materia estremamente delicata perché tocca in maniera concreta il tessuto produttivo del nostro paese, fatto di moltissime PMI. Per questo, dopo anni in cui la legge approvata nel 1942 veniva continuamente rivista con piccole modifiche, si è deciso di intervenire in maniera strutturale per individuare dei principi chiari che possano offrire la possibilità, a chi interpreta le norme, di avere dei principi di indirizzo. Principi adattabili a ogni contesto, sia in casi di crescita economica che di decrescita e che possano andare bene a tutte le parti: a chi ha necessità di tempi certi e a chi, come le imprese, ha il diritto di poter operare. Uno dei punti rilevanti di questa riforma è l’introduzione della procedura di allerta e di composizione assistita della crisi, che serve a far emergere in maniera tempestiva lo stato di crisi per chi non è in grado di adempiere alle proprie obbligazioni. Con l’obiettivo di far emergere anticipatamente la situazione di crisi, l’articolo 4 delega il Governo a introdurre questa procedura che potrà essere utilizzata come strumento stragiduiziale e confidenziale di sostegno alle imprese, diretto a una rapida analisi del malessere economico e finanziario dell’impresa. L’innovazione di questa legge però non comporterà solo l’introduzione dalla fase preventiva di allerta, ma anche un cambiamento strutturale e lessicale sul fallimento: nessuno potrà essere più apostrofato come fallito visto che scomparirà la parola “fallimento” sostituita dal termine “liquidazione giudiziale” e con essa la relativa procedura. Con questa legge – conclude Filippin – diamo finalmente chiarezza e sostegno al sistema economico italiano nelle situazioni di crisi e difficoltà”.

Tavolo per la Burgo: «Non approvate il piano»

Il tavolo di lavoro sulla crisi Burgo-Marchi

Il tavolo di lavoro sulla crisi Burgo-Marchi

Da Il Giornale di Vicenza del 13/12/2014.

«Chiederemo alla Burgo un incontro e di aspettare ad approvare il piano industriale che sarà discusso durante l´assemblea del 16 dicembre». Ad annunciarlo sono i parlamentari Daniela Sbrollini, Federico Ginato ed Erika Stefani, al termine della prima riunione del tavolo istituzionale sulla crisi della Burgo. Oltre ai due deputati Pd e alla senatrice leghista, che rappresentavano tutti i colleghi vicentini, c´erano per la Provincia il funzionario Enzo Iodice; i sindacalisti Sergio Baù, Ketty Marra e Riccardo Camporese, segretari provinciali rispettivamente di Slc Cgil, Uilcom e Fistel Cisl, nonché i rappresentanti dei Comuni dove si trovano gli stabilimenti della Burgo: Carlo Dalla Pozza, vicesindaco di Altavilla, Roberto Castiglion e Robertino Cappozzo, sindaci di Sarego e Lugo, insieme ai rispettivi assessori. Continua

Relazione Ministro Poletti su Delega lavoro

Signor Presidente, Onorevoli Senatori,
Ringraziamento ai Senatori per la discussione ampia e approfondita.
Ringraziamento alla Commissione lavoro ed ai suoi componenti per il lavoro svolto e per l’arricchimento sostanziale che è stato apportato. Considero doveroso riconoscere l’apporto positivo delle minoranze che hanno avanzato proposte di merito che la Commissione ha accolto!
La Commissione ha fatto un buon lavoro: basterebbe ricordare l’intervento sui contratti di solidarietà espansiva, sulle dimissioni in bianco o la possibilità di cedere le proprie ferie non godute in modo solidale, così come una migliore utilizzazione delle tecnologie per trovare conferma di quanto affermato! Continua

Interrogazione. Il caso Akzo Nobel approda in Senato.

Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Fellette.

Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Fellette.

Da Il Giornale di Vicenza di mercoledì 11/12/2013.

È stata depositata ieri al Senato un’interrogazione urgente da parte del sen. Giorgio Santini (Pd) in merito all’annuncio della multinazionale Akzo Nobel della chiusura della fabbrica di Romano.
«Il 5 dicembre 2013 – si legge nell’interrogazione firmata anche dalla sen. Rosanna Filippin – è stato comunicato alle rappresentanze sindacali e ai lavoratori che la direzione Akzo ha deliberato la chiusura dello stabilimento in una ottica di riduzione dei costi, pur a fronte di un mercato europeo stabile. L’azienda ritiene di dover accentrare la produzione in altri stabilimenti in Italia ed Europa».
L´interrogazione sottolinea lo stato di mobilitazione dei lavoratori, le numerose ore di sciopero e la grande preoccupazione tra cittadini, enti locali e rappresentanti istituzionali per i posti di lavoro persi.
«La chiusura – afferma Santini – rischia di mettere a dura prova la coesione sociale del Bassanese, un’area che soffre a causa della crisi».
Santini e Filippin chiedono al Governo di farsi carico della difficile situazione e di specificare quali misure si intendano adottare per scongiurare la chiusura e il licenziamento dei lavoratori.

Come la Grecia? Che parlino i numeri

Qualche giorno fa, il presidente della Confindustria Veneto Roberto Zuccato, alla presentazione del rapporto della “Fondazione NordEst”, ha dichiarato che, vista la classe politica italiana e la sua incapacità di affrontare e risolvere i problemi reali del Paese, si può proporre (provocatoriamente) il commissariamento dell’Italia e l’arrivo della troika. Ma le cose vanno davvero così male?

Prima di tutto pensiamo che per parlare si debba conoscere le cose delle quali si parla, e quindi ecco qualche dato.
La Grecia ha una disoccupazione che arriva al 27,6% (mentre in Italia è del 12,50%, e nel Veneto del 8,6%).
Gli stipendi in Grecia negli ultimi 5 anni sono diminuiti del 34%.
I bambini greci sono quelli con la percentuale di sottopeso (per denutrizione) d’Europa.
E bisogna aggiungere che le ricette applicate dalla troika in Grecia sono state talmente tanto sbagliate, sotto molti punti di vista, che persino l’Europa e la stessa Germania si trovano costrette ad ammettere i loro errori.
Sono sicura che quando Confindustria Veneto parla di certi spauracchi non stia auspicando, per il nostro territorio, simili trend in discesa, nemmeno comparabili con quelli drammatici che la Grecia ha dovuto affrontare.

La “Fondazione NordEst” ha usato, senza saperlo, il mito di Giano “bifronte”, dio dalla doppia faccia perché riusciva contemporaneamente a vedere il passato e a predire il futuro.
Esistono infatti imprese capaci di guardare al futuro, imprese globalizzate, aperte al mercato estero, che possiedono professionalità elevate che hanno tutte le carte in regola per reggere all’urto di questa crisi economica. Ci sono altre imprese invece che sono, purtroppo per loro, ferme a rimirare un passato rassicurante ma che, ahimè, non tornerà. Queste si trovano paralizzate a causa della malattia che si chiama “visione localistica” e alla quale dobbiamo trovare al più presto una cura.
Tuttavia questa diversità di comportamenti coinvolge tutti i livelli della società e delle istituzioni, che a loro volta scelgono di seguire la strada del rinnovamento e dell’apertura (assicurandosi un posto nel futuro) o della chiusura in se stessi e della nostalgia (assicurandosi una certa cancellazione dal panorama economico). Continua

Crisi di governo. Irresponsabilità: quanto costa, chi la paga? Il pensiero dei sindacati

Voglio condividere con voi questa lettera aperta dei tre principali sindacati italiani: già il titolo si capisce la preoccupazione per queste giornate turbolente, in cui una parte politica è pronta a sacrificare il Paese sull’altare degli interessi personali.

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Cgil, Cisl e Uil esprimono la loro preoccupazione per la crisi istituzionale causata dall’irresponsabilità di chi vorrebbe anteporre gli interessi personali alle condizioni del Paese. L’incertezza di queste ore determina gravi ripercussioni sulla nostra economia e rischia di far aumentare la pressione fiscale sul lavoro e sulle pensioni.
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che occorre una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi anni: non si può immaginare un’uscita dalla crisi senza puntare sul lavoro e sulla buona occupazione. Per questo serve un vero Governo del Paese, capace di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
In ragione di ciò, Cgil, Cisl e Uil chiedono che la legge di stabilità preveda: Continua

«Pagheremo noi la chiusura del tribunale» Ieri in centro la tradizionale manifestazione Mestieri in strada.

Da Il Giornala di Vicenza del 09/09/2013
Preoccupazione della categoria per la ripresa «Molti rinunciano a investire»

mestieri in stradaUna festa dell´artigianato nel segno della tradizione e dell´innovazione, con uno sguardo “pesante” alla vicenda del tribunale. Non è stata una “Mestieri in strada” come tutte le altre, ieri in città, sia per la partecipazione di imprese artigiane che fanno dell´innovazione la loro cifra caratteristica sia per la delusione seguita alla soppressione del tribunale. È stato proprio il presidente del mandamento di Bassano di Confartigianato, Sandro Venzo, a mettere il dito nella piaga.
«Il prezzo più alto per la chiusura del tribunale – ha detto – lo pagheranno le aziende. Per questo noi ci affiancheremo alle prossime proteste. In Italia, il sistema della giustizia è ancora troppo arretrato, per cui è assolutamente necessario avere un tribunale in loco».
È intervenuta quindi la senatrice del Pd Rosanna Filippin. «La battaglia per il tribunale, almeno per il momento, è persa – ha dichiarato – Ma, ripeto, solo per il momento, perché se riusciremo a rimanere tutti uniti, potremo ancora vincerla».
Sulla questione Tribunale è intervenuto nuovamente ieri anche il governatore Luca Zaia, sottolineando la necessità di lottare con forza per salvare quello che ha definito “il tribunale più efficiente del Veneto”. Continua

Via libera dal Senato al DL Lavoro. Debiti della PA saldati entro il 2014

Nella giornata di oggi in aula, abbiamo approvato il DL lavoro che ha ricevuto 203 si, 35 no e 32 astenuti.
Tra le novità più significative di questo pacchetto di provvedimenti ci sono gli incentivi per le assunzioni di giovani under 29, intervalli più brevi per i contratti a termine, il rinvio dell’aumento dell’Iva a ottobre, ma soprattutto lo sblocco di altri 20-25 miliardi di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, per i pagamenti di crediti di parte corrente certificati.
Questo emendamento al decreto Lavoro è stato presentato dal senatore PD Giorgio Santini cui si sono poi aggiunte firme di altri gruppi politici. In questo modo, tutti i debiti della P.A. nei confronti delle imprese potranno essere pagati entro i primi mesi del 2014.
Si tratta di un provvedimento di fondamentaleimportaza, che consentirà di ridare un po’ d’ossigeno alle piccole-medie aziende creditrici nei confronti dello Stato; ssè un provvedimento che a mio avviso compie un’operazione di giustizia economica per il Paese, come chiede da tempo il PD.
Con questa operazione immetteremo nel circuito economico, oltre ai 40 miliardi gia’ previsti dalla legge in vigore, altri 25 miliardi, attraverso la garanzia dello Stato e l’attivazione di intermediari finanziari quali banche e Cassa Depositi e Prestiti con un massimo di tasso di sconto del 2%.

 

Il lavoro in aula di oggi: debiti P.A., nuove norme per enti locali, pagamento professionisti e copertura 50 mld del debito

Questo e’ quello che abbia fatto in aula stamattina.

Alla fine, dopo una quarantina di voti elettronici sugli emendamenti, votato all’unanimità. Credo si tratti di un lavoro serio ed importante, vicino ai bisogni dei cittadini.La politica può dare risposte concrete, e non stare solo a pontificare sui massimi sistemi, o, peggio, su se stessa.

Dopo giorni di discussione presso la Commissione Bilancio del Senato è approdato nell’aula di Palazzo Madama il testo del decreto legge sullo sblocco ed il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese, che deve essere convertito in legge entro il 7 giugno. Durante la relazione in aula i due relatori hanno depositato un maxiemendamento concordato con il Governo che introduce importanti novita’ nel decreto. Si tratta di provvedimenti che vanno incontro alle richieste avanzate dai comuni, dai professionisti e di norme che prevedono un potenziale ulteriore sblocco di 50 miliardi di euro per coprire ulteriori debiti grazie all’intervento della Cassa Depositi e Prestiti e della Banca Europea per gli Investimenti. Continua