Padova, l’assemblea del Pd impara da Vicenza

Da Il Mattino di Padova del 17/06/2013
275Il segretario Ossari analizza il voto. Dibattito con i renziani zitti. Filippin: «Si vince allargando il partito e la coalizione»

Assemblea provinciale del Partito democratico ieri mattina nella sede del CdQ 4 in via Guasti. Rapido saluto del ministro Flavio Zanonato (che in serata è tornato alla festa di Voltabarozzo) alla cinquantina di presenti e poi Federico Ossari, segretario provinciale, ha scandagliato analiticamente i risultati delle recenti Comunali. Una passo avanti (a sorpresa) e due indietro (pesanti) per il Pd padovano. La conquista del municipio di Piove di Sacco in linea con i successi nazionali non può nascondere le storiche sconfitte di Santa Margherita d’Adige e Villanova. È il dato elettorale di Albignasego (con il giovane candidato sindaco Andrea Canton inchiodato al 19% dei voti) a preoccupare, in vista delle Amministrative 2014. In sala, rimbalzano anche i dati del tesseramento chiuso con un’emorragia di iscritti. La campagna 2013, per di più, non è ancora scattata in alcune zone della provincia. Ascoltano relazione e interventi Margherita Miotto con Claudio Sinigaglia dei Popolari, come il neo consigliere provinciale Letterio Turiaco. Restano zitti anche i “renziani” Paolo Giacon e Fillippo Pacchiega, mentre non ha risposto all’appello il laeder di “Nuovo Percorso” Francesco Corso. La discussione dell’assemblea provinciale spazia su diversi temi. C’è una militante di Cadoneghe che manifesta scetticismo sullo ius soli cui replica Piero Ruzzante, promotore delle manifestazioni con il ministro Cecile Kyenge. Fabio Rocco, capogruppo in Provincia, non nasconde la preoccupazione sullo stato di salute del Pd non solo dal punto di vista organizzativo. Il senatore Giorgio Santini si spende con il piglio del sindacalista, sostenuto dal deputato Alessandro Naccarato. Un confronto aperto con la “base” che proseguirà anche durante il pranzo al termine dell’assemblea provinciale. Dal punto di vista politico, tocca alla segretaria regionale dal 2009 e neo-senatrice Rosanna Filippin tracciare la rotta. «A Vicenza abbiamo saputo costruire un successo al primo turno, perché il partito e la coalizione si sono aperti. Sono il “civismo” e il rinnovamento che hanno permesso di vincere a Treviso e a San Donà» insiste davanti alla platea padovana, «Ma è lo stesso metodo, con un lavoro politico di lungo respiro, che ci ha premiato anche in realtà più piccole come Marostica». È l’esplicito invito a rimboccarsi subito le maniche con l’obbiettivo delle Comunali nella prossima primavera. Nel Padovano, in palio una sessantina di municipi compresi quelli dell’«area metropolitana». I segretari Ossari e Ruzzante dovranno poi cimentarsi con i congressi e le Primarie. Soprattutto nella strategia di difesa di palazzo Moroni la consultazione della base Pd e il voto del “popolo di centrosinistra” potrebbero riservare sorprese.


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