Sicurezza – Filippin in Senato su modifica codice penale: “Forte stretta su scippi furti e rapine”

img1024-700_dettaglio2_commissione-giustizia“Questo disegno porta una forte stretta su scippi, furti in casa e rapine. I reati più avvertiti dagli italiani, quelli che minano la sicurezza della propria casa e la possibilità di muoversi liberi in strada. Fornire ai magistrati strumenti efficaci, garantire procedimenti penali certi e solerti: sono passaggi indispensabili per restituire ai cittadini un maggior senso di sicurezza. È un dovere insopprimibile per lo Stato. E questo disegno di legge è sicuramente un passo utile in tale direzione”.
Così la senatrice del Pd Rosanna Filippin è intervenuta in Aula oggi nella discussione sui disegni di legge di modifica al codice penale e riforma del codice penale e procedura penale. Nel suo intervento la senatrice bassanese si è concentrata soprattutto sugli articoli 4-5-6 che intervengono sulla disciplina di alcuni reati contro il patrimonio, ovvero furto in abitazione e con strappo (art.624 bis c.p.), del furto aggravato (art.625 c.p.) e della rapina (art.628 c.p.) aumentando le pene ed escludendo – in relazione al reato di furto – il bilanciamento di alcune circostanze. “Era necessario intervenire. Ed è stato fatto – ha aggiunto Filippin -. In questo testo si sono previsti aumenti di pena che sono mirati soprattutto a evitare che scippatori, ladri e rapinatori, una volta arrestati dalle polizie magari dopo importanti fatiche investigative, vengano rimessi in libertà”.

Le modifiche al Codice evidenziate dalla senatrice Filippin
L’articolo 4 interviene sulla cornice sanzionatoria del delitto di furto in abitazione e di scippo, elevando il minimo edittale della pena detentiva dall’attuale anno a tre anni e la pena pecuniaria, nel minimo, dagli attuali 309 euro a 927 euro e, nel massimo, dagli attuali 1.032 a 1.500 euro.
La disposizione inasprisce inoltre anche il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate, contemplate dal terzo comma dell’articolo 624-bis del codice penale. Significa che il minimo edittale sale dagli attuali tre a quattro anni, con pena massima prevista di 10 anni, se il reato è aggravato dalla violenza sulle cose o dalla destrezza o dalla presenza di più persone o da una sola ma travisata o da una persona che si finge pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio abusando dunque della fiducia della vittima.
Ancora, sempre con riferimento all’art.624 bis (furto in abitazione o con strappo), il disegno di legge 2067 aggiunge un ulteriore comma, per il quale le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 (minore età) e 625-bis (collaborazione per l’individuazione dei correi nel furto o degli eventuali ricettatori), concorrenti con una o più delle circostanze aggravanti del furto di cui all’articolo 625, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano quindi sulla quantità della stessa, risultante dall’aumento conseguente alle circostanze aggravanti.

L’articolo 5 modifica l’articolo 625 del codice penale.Nel caso delle circostanze aggravanti elencate dal suddetto articolo 625 il reato di furto (art.624) è punito con la pena della reclusione da due a 6 anni, aumentando anche in questo caso il minimo edittale, oggi previsto ad un anno.

L’articolo 6 interviene invece sul reato di rapina, di cui all’articolo 628 del codice penale, elevando i limiti edittali sia della pena detentiva, dagli attuali tre a quattro anni nel minimo, sia di quella pecuniaria, dagli attuali 516 euro a 927 euro, nel minimo, e dagli attuali euro 2.065 a 2.500 euro, nel massimo.

La disposizione, inoltre, inasprisce il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate contemplate dal terzo comma dell’articolo 628 del codice penale.


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