Soldati in quarantena a Vicenza. La (solita) reazione scomposta di Zaia

Sono ottantasette i soldati americani che sono tornati a Vicenza dopo essere stati in zone a rischio ebola dell’Africa e pertanto, seguendo tutti i regolamenti del caso, saranno isolati per una ventina di giorni per protocollo di sicurezza.
«Ovviamente per Zaia l’occasione è più che ghiotta – afferma Luigi Tasca, portavoce del PD del Bassanese – per fare le solite dichiarazioni allarmiste, ma assolutamente fuori luogo».«Tutta la comunità scientifica, medica e sociale è d’accordo nel dire che non c’è nessun pericolo di contagio per i vicentini – prosegue Tasca – e Zaia che dice? Che dovrebbero fare la quarantena a casa loro, che bisogna alzare le barriere, che bisogna rispedire indietro i clandestini eccetera eccetera. Ci viene il dubbio che sia tutta una strategia, per così dire, “di deviazione” per nascondere i seri problemi che la Regione Veneto ha a causa degli ultimi anni di immobilismo totale del suo governo».
Sulla questione interviene anche la senatrice bassanese del PD Rosanna Filippin: «Sinceramente preferisco credere ai medici e alle forze dell’ordine, che dicono che non ci sono rischi, piuttosto che ai vaneggiamenti del nostro governatore che invoca una chiusura delle frontiere. Zaia pensi ai problemi in casa sua: pensi a prevenire il rischio idrogeologico, a potenziare i servizi per i cittadini, a risolvere i problemi dei treni. Non è una politica contro i migranti che evita il problema dei trasporti da Terzo Mondo che ci sono in Veneto!».


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