Tribunale. Filippin incalza, Orlando ammette: «La situazione di Bassano è la peggiore del dopo-riforma»

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Da Il Gazzettino del 30/04/14.

“La situazione di Bassano-Vicenza è la peggiore venutasi a creare dopo la riforma della geografia giudiziaria. Dovremo intervenire in qualche maniera”. È la frase che nei giorni scorsi la senatrice bassanese Rosanna Filippin ha strappato al ministro della Giustizia Andrea Orlando. In cosa consisterà l’intervento non è dato conoscere; se ne saprà (forse) qualcosa di più quando l’esponente del governo tornerà in Commissione fra un paio di settimane. Intanto sorge un “giallo” a proposito del Rapporto sullo stato della riforma. Continua

«Per il tribunale ci aspettiamo un nuovo decreto»

01_37_gdv_f1_732La senatrice del Partito Democratico Rosanna Filippin è tornata ieri in città per fare il punto sulla vicenda del tribunale.
Nonostante il neoministro alla giustizia Andrea Orlando si sia schierato a favore del mantenimento del foro cittadino, Filippin ha ammesso che è ancora presto per cantare vittoria.
«Purtroppo i nostri più grandi nemici in questa vicenda sono i funzionari del ministero di giustizia – ha affermato la senatrice – In questi anni, infatti, i capi di gabinetto hanno fatto quello che hanno voluto in merito alla riforma della giustizia. Sono loro che decidono». Continua

Cavi scoperti, crepe e sporco nelle aule della giustizia civile

Dal Corriere del Veneto del 11/02/2014.

«Ecco, vede qua? Le signore delle pulizie con il mocio sono costrette a girarci intorno. I cavi elettrici scoperti li abbiamo isolati con il nastro adesivo: con lo straccio bagnato devono stare attentissime». La corrente in certi punti è a 125 volt, non 220 come da norma. Perché nel tribunale civile di Vicenza, a Santa Corona, anche se siamo nel 2014 manutenzione, organizzazione e impianto elettrico sono fermi agli anni ’70: prese dissestate, armadi nei corridoi gonfi di fascicoli ma privi di lucchetto, vecchi banchi, mobili e computer ammassati nei sottoscala davanti alle serpentine degli estintori (inaccessibili). «Se lo Spisal fa un’ispezione qua, chiude tutto» sbotta Agostino Di Maria, Cgil Funzione Pubblica. E il sindacato a denunciare la fatiscenza della struttura. Oltre al personale «pesantemente sotto organico». Continua

“Bassano va salvato”. Lettera a Napolitano

Dal Corriere del Veneto del 11/02/2014.

«Onorevole presidente della Repubblica, onorevoli presidenti di Camera e Senato, onorevole ministro, ma siete proprio sicuri di quello che andate dicendo? E cioè che la soppressione del tribunale di Bassano sia “cosa buona e giusta”?». C’è più di qualche concreta motivazione per arrivare a stabilire che chiudere il palazzo di giustizia all’ombra del Grappa per accorparlo a Vicenza non sia affatto proficuo nella lettera che l’avvocato Nereo Merlo, del comitato contro la soppressione, ha spedito ai presidenti Giorgio Napolitano, Piero Grasso e Laura Boldrini, oltre al Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. Continua

Rischio incendio, tribunale “fuorilegge”

Una sala del Tribunale di Vicenza

Una sala del Tribunale di Vicenza

Da Il Giornale di Vicenza del 10/02/2014

È possibile aprire un palazzo pubblico frequentato quotidianamente da centinaia di persone senza il certificato di prevenzione incendi? Sì. È quanto accade a Vicenza. Non in una struttura qualsiasi, ma a Borgo Berga, dove sorge il nuovo tribunale. Una struttura finita più volte non solo al centro delle critiche (estetiche e urbanistiche) ma anche delle problematiche, con acqua, ghiaccio e altri guai. Continua

Tribunale. Filippin incalza il Ministro: «No alla sede staccata. Servono risposte chiare».

seidasalvareDa Il Giornale di Vicenza del 18/01/2014.

Torna nelle aule della politica romana la chiusura del tribunale di Bassano. La senatrice bassanese del Pd, Rosanna Filippin, è ancora in prima linea per tentare di scongiurare la chiusura definitiva.
«I fatti – afferma la sen. Filippin – dicono che il tribunale di Vicenza non riuscirebbe a sopportare il carico di lavoro che la soppressione di Bassano comporterebbe: non mi riferisco solo ai problemi delle strutture (vedi Borgo Berga), ma anche del preoccupante disservizio che si è creato per i cittadini dell´area bassanese». Continua

Perchè difendo il tribunale di Bassano? Lettera ad un cittadino (scettico)

Voglio condividere con voi le riflessioni che ho inviato ad un amico e concittadino che mi chiedeva perchè io sia così ostinata nella difesa del Tribunale di Bassano. Si tratta di una lettera in cui metto nero su bianco le ragioni della mia battalia, che, alla luce delle recenti decisioni, continua.

Carissimo,
rispondo oggi alla tua mail, quando dopo mesi di continue pressioni il ministro Cancellieri ha emesso un decreto che riguarda Bassano ma che garantisce solo la prosecuzione delle cause civile pendenti mentre sia il nuovo civile che tutto il penale vanno subito a Vicenza.
Ma non mi arrendo. Presto vedrò il Ministro e tenterò nuovamente di nuovo di convincerla ad adottare il decreto correttivo, per Bassano e per gli altri pochi Tribunali che lei stessa ha individuato.
Perché difendere il Tribunale di Bassano?
Sono d’accordo con te che non sono alcuni chilometri a fare la differenza, anche perché sono chilometri che di norma farebbero gli avvocati e molto più raramente i cittadini. Sono i tempi di risposta e di efficenza della macchina giustizia che cambiano.
Prima che il Tribunale di Bassano fosse lentamente spogliato dei suoi Giudici i tempi di risoluzione delle cause erano veloci quanto quelli di Torino e persino meglio.
Io mi occupavo soprattutto di diritto familiare (separazioni e divorzi) e responsabilità civile. Un mese dopo la proposizione del ricorso c’era già l’udienza presidenziale. A Vicenza oggi, se ti va bene sono tre mesi, se ti va male sono sei. E parliamo della prima udienza, figuriamoci le successive.
Miglioriamo Vicenza ?
Certo che si, ma ci vorrebbe una completa riorganizzazione e magari che il ruolo dei magistrati fosse interamente coperto. Continua

Tribunale salvo a metà, concessi due anni per smaltire il civile

Da Il giornale di Vicenza del 6/09/2013

Il ministro Cancellieri va avanti con la riforma Dal 14 settembre tutte le nuove cause a Vicenza «Possiamo continuare la battaglia ma non da soli»
Il ministero tiene a galla il tribunale. Non è la salvezza attesa ma, per i prossimi due anni e limitatamente alle cause civili ancora da smaltire, gli uffici bassanesi resteranno aperti. Poi, si vedrà. Dal 13 settembre comunque Procura, cause penali e nuovi contenziosi civili saranno trattati da Vicenza. Ieri, poco dopo le 17.30, il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri ha chiuso una giornata vissuta sul filo del rasoio, dopo un rincorrersi di voci e smentite iniziato ancora attorno alle 23 di mercoledì. La maratona è stata aperta da una serie di telefonate partite dagli uffici di via Arenula nelle quali si dava per imminente una decisione del ministro. Sulla base delle indiscrezioni trapelate (salvezza per una decina di tribunali limitata nel tempo e ristretta alla materia civile) in mattinata in Senato c´è stata anche una levata di scudi contro la Guardasigilli. Quest´ultima, però, ha tirato dritto, presentando nel! pomeriggio correttivi dimezzati rispetto a quelli chiesti nelle ultime settimane. In sostanza, il ministro, applicando una norma del decreto di riforma della geografia giudiziaria, ha autorizzato per due anni, in otto sedi, la trattazione dei processi civili ordinari e delle cause di lavoro e di previdenza, ancora pendenti. La conseguenza sul piano pratico è che la riforma, come aveva più volte annunciato il ministro, entrerà´ in vigore il 14 settembre, senza ripristino di Tribunali soppressi.
Immediata la reazione della senatrice bassanese Rosanna Filippin. «Innanzitutto – dichiara – il tribunale resterà aperto ancora per due anni. Non è ciò che ci aspettavamo, ma comunque la Guardasigilli ha preso atto delle specificità del nostro palazzo di Giustizia e, indirettamente, ci dà il tempo per rispondere. Non è ancora finita ed è ovvio che da domani dovremo metterci subito al lavoro».
Un lavoro che, secondo la parlamentare del Pd, dovrà far leva ancor più che nel recente passato sull’ efficienza degli uffici cittadini e sull’ingorgo che si creerà con gli accorpamenti.
«Senza un´azione forte – conclude – è evidente che i tribunali dimezzati sono destinati a sparire ma nei due anni che abbiamo davanti dobbiamo convincere l’Esecutivo che Bassano merita di tornare alla piena efficienza. È chiaro, poi, che la battaglia non potrà limitarsi alla città ma dovrà coinvolgere l´intero territorio».
Nel frattempo, in attesa che il fronte pro tribunale si riorganizzi, ci sono da sciogliere gli interrogativi che hanno accompagnato tutta la battaglia. In particolare, in queste ore, è un’incognita il destino della cittadella della Giustizia costata dodici milioni di euro e destinata a chiudere prima ancora di essere inaugurata.

I parametri alla base della scelta Continua