Come la Grecia? Che parlino i numeri

Qualche giorno fa, il presidente della Confindustria Veneto Roberto Zuccato, alla presentazione del rapporto della “Fondazione NordEst”, ha dichiarato che, vista la classe politica italiana e la sua incapacità di affrontare e risolvere i problemi reali del Paese, si può proporre (provocatoriamente) il commissariamento dell’Italia e l’arrivo della troika. Ma le cose vanno davvero così male?

Prima di tutto pensiamo che per parlare si debba conoscere le cose delle quali si parla, e quindi ecco qualche dato.
La Grecia ha una disoccupazione che arriva al 27,6% (mentre in Italia è del 12,50%, e nel Veneto del 8,6%).
Gli stipendi in Grecia negli ultimi 5 anni sono diminuiti del 34%.
I bambini greci sono quelli con la percentuale di sottopeso (per denutrizione) d’Europa.
E bisogna aggiungere che le ricette applicate dalla troika in Grecia sono state talmente tanto sbagliate, sotto molti punti di vista, che persino l’Europa e la stessa Germania si trovano costrette ad ammettere i loro errori.
Sono sicura che quando Confindustria Veneto parla di certi spauracchi non stia auspicando, per il nostro territorio, simili trend in discesa, nemmeno comparabili con quelli drammatici che la Grecia ha dovuto affrontare.

La “Fondazione NordEst” ha usato, senza saperlo, il mito di Giano “bifronte”, dio dalla doppia faccia perché riusciva contemporaneamente a vedere il passato e a predire il futuro.
Esistono infatti imprese capaci di guardare al futuro, imprese globalizzate, aperte al mercato estero, che possiedono professionalità elevate che hanno tutte le carte in regola per reggere all’urto di questa crisi economica. Ci sono altre imprese invece che sono, purtroppo per loro, ferme a rimirare un passato rassicurante ma che, ahimè, non tornerà. Queste si trovano paralizzate a causa della malattia che si chiama “visione localistica” e alla quale dobbiamo trovare al più presto una cura.
Tuttavia questa diversità di comportamenti coinvolge tutti i livelli della società e delle istituzioni, che a loro volta scelgono di seguire la strada del rinnovamento e dell’apertura (assicurandosi un posto nel futuro) o della chiusura in se stessi e della nostalgia (assicurandosi una certa cancellazione dal panorama economico). Continua

«Pagheremo noi la chiusura del tribunale» Ieri in centro la tradizionale manifestazione Mestieri in strada.

Da Il Giornala di Vicenza del 09/09/2013
Preoccupazione della categoria per la ripresa «Molti rinunciano a investire»

mestieri in stradaUna festa dell´artigianato nel segno della tradizione e dell´innovazione, con uno sguardo “pesante” alla vicenda del tribunale. Non è stata una “Mestieri in strada” come tutte le altre, ieri in città, sia per la partecipazione di imprese artigiane che fanno dell´innovazione la loro cifra caratteristica sia per la delusione seguita alla soppressione del tribunale. È stato proprio il presidente del mandamento di Bassano di Confartigianato, Sandro Venzo, a mettere il dito nella piaga.
«Il prezzo più alto per la chiusura del tribunale – ha detto – lo pagheranno le aziende. Per questo noi ci affiancheremo alle prossime proteste. In Italia, il sistema della giustizia è ancora troppo arretrato, per cui è assolutamente necessario avere un tribunale in loco».
È intervenuta quindi la senatrice del Pd Rosanna Filippin. «La battaglia per il tribunale, almeno per il momento, è persa – ha dichiarato – Ma, ripeto, solo per il momento, perché se riusciremo a rimanere tutti uniti, potremo ancora vincerla».
Sulla questione Tribunale è intervenuto nuovamente ieri anche il governatore Luca Zaia, sottolineando la necessità di lottare con forza per salvare quello che ha definito “il tribunale più efficiente del Veneto”. Continua

Sernagiotto commissaria un’altra Ipab, rivolta del Pd

Da “Il Mattino di Padova” del 9/05/2013
L’assessore ai Servizi sociali del Veneto decapita anche i vertici di Vicenza. Il sindaco Variati: «Provvedimento vergognoso in piena campagna elettorale»

VICENZA Un’altra Ipab commissariata dalla Regione. L’assessore al welfare Remo Sernagiotto, stavolta, prende di mira l’Ipab di Vicenza, guidata da Giovanni Rolando, capolista della civica Per Variati. Azzerato il cda. Durissime le reazioni del sindaco Variati e della senatrice del Pd, Rosanna Filippin, segreteria regionale del Pd « provvedimento «vergognoso, sulla pelle dei non autosufficienti». Il commissario è Francesco Zantedeschi, di Negrar.

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Incarico Governo a Letta: rinnovamento unito ad esperienza, il Parlamento lo sostenga

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Roma: “Affidando ad Enrico Letta l’incarico di guidare il nuovo Governo il presidente Napolitano sceglie uno degli esponenti più autorevoli e rappresentativi del Partito Democratico: conosciuto e apprezzato anche all’estero, Letta saprà affrontare la drammatica crisi economica con estrema competenza – afferma la Senatrice Rosanna Filippin, segretario del PD Veneto.
Enrico Letta è stato il più giovane ministro della storia repubblicana, da oggi è anche il più giovane Premier dopo Giovanni Goria: si tratta di un segnale di forte rinnovamento che Napolitano vuole dare al Paese.
Particolarmente legato ai settori produttivi del Nord e soprattutto del NordEst, Enrico Letta conosce profondamente i problemi del nostro territorio, le grandi difficoltà in cui versano le PMI, e la sua preparazione economica sarà fondamentale per il rilancio del Paese.
Ora – prosegue Filippin – serve che la responsabilità tanto evocata da tutte le forze politiche si traduca in un impegno serio e costante per stabilizzare la scena politica. In altre parole, il Parlamento esprima una fiducia ampia al nuovo Governo in tempi brevi, in modo da partire subito con le riforme.
Il Partito Democratico, che detiene la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato, esprime un uomo di grande levatura umana e politica, dalla convinta vocazione europeista, che sono certa condurrà l’Italia con mano ferma attraverso la tempesta della crisi economica e sociale.
Dobbiamo far ripartire il Paese, riscrivere le regole assieme alle altre forze politiche – conclude la Sen. Filippin – e sono convinta che Enrico Letta sia l’uomo giusto per rilanciare il dialogo fruttuoso e assolvere a un così gravoso incarico.”

Il Presidente, il Governo e la conta interna.

Non pensavo di vivere l’elezione del Presidente della Repubblica con sentimenti di dolore, fatica e sofferenza.
Doveva essere una scelta importante e condivisa, ma anche una festa della democrazia.
Invece abbiamo usato l’elezione del Presidente della Repubblica per il nostro congresso interno.
Come partito abbiamo mancato al nostro appuntamento con il Paese.
Il voto sulla massima carica dello Stato nel momento della peggior crisi economica, sociale ed istituzionale è stato utilizzato come una clava per sistemare conti interni, contestare la linea politica, distruggere i presunti “avversari”. Continua