In cinquecento per dire no all’omofobia

13232874_1030547893666306_4834178078235796980_nEravamo più di cinquecento sabato pomeriggio a Vicenza per abbracciare simbolicamente la basilica palladiana e per dire un grande No! all’omofobia. Quest’anno la consueta manifestazione internazionale contro l’omofobia si è caricato di un significato particolare, dato che il Parlamento proprio la settimana scorsa ha approvato definitivamente la legge sulle unioni civili.

Un traguardo che permetterà ora a molte coppie di unirsi civilmente davanti al proprio Sindaco o a un suo delegato.

Queste le mie dichiarazioni alla stampa: «Questo è un momento di festa, perché il Paese ha abbattuto un muro. C’è però ancora molto da fare per far passare il messaggio che le differenze sono una ricchezza per la società e non possono essere motivo di discriminazione alcuna. Credo che in questo senso l’educazione nelle scuole sia un elemento chiave». Una duplice lettura, questa, che arriva anche da Peroni: «L’approvazione di questa legge, frutto della caparbietà di tanti nostri parlamentari e di Renzi, è un punto d’arrivo di una sfida trentennale. Ma è anche un punto di partenza per riuscire a garantire pienamente l’eguaglianza di opportunità per tutti i cittadini omosessuali di questo Paese. La sfida prosegue nella doverosa lotta all’omofobia in tutti i campi e settori della società. Vicenza è stata, da quando governa il centrosinistra, pioniera e punta avanzata nella difesa dei diritti civili».

In centinaia sotto la Basilica. Bandiere, palloni e una voce: «Tutte le coppie devono avere gli stessi diritti»

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Dal Corriere del Veneto del 24/01/2016

VICENZA Palloncini colorati, bandiere arcobaleno, ma soprattutto le sveglie: quelle da comodino o applicazioni per cellulare, ma tutte che risuonano in piazza dei Signori allo slogan di «Sveglia Italia». Arcigay Vicenza scende in piazza per sostenere il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Il provvedimento inizierà la discussione in parlamento la prossima settimana e ieri in decine di piazze movimenti e associazioni omosessuali si sono dati appuntamenti per sostenere l’iniziativa. Anche a Vicenza, al richiamo dell’associazione Arcigay hanno risposto circa 500 persone, che si sono date appuntamento sotto la loggia del Capitaniato in piazza dei Signori. L’iniziativa è stata criticata dal movimento di estrema destra Forza nuova, che hanno affisso uno striscione in città con scritto «No alle unioni civili, no al ddl Cirinnà», affermando che «il matrimonio omosessuale non può esistere giuridicamente e non è necessario». Alle critiche, Arcigay ha risposto con flash-mob durato poco meno di un’ora all’ombra della Basilica. «Manifestiamo per sostenere diritti che spettano a tutte le coppie – dichiara il presidente di Arcigay Vicenza, Mattia Stella – senza differenze sulla base dell’orientamento sessuale». Continua

Marcia per i diritti delle coppie gay «Dateci la legge»

Un momento della manifestazione in Piazza dei Signori

Un momento della manifestazione in Piazza dei Signori

Da Il Giornale di Vicenza del 13/12/2015.

Chi si aspettava piume di struzzo e drag queen ieri nel corteo di Vicenza sui diritti civili Lgbt è rimasto deluso. Perché a parte la musica e qualche balletto colorato è stata una manifestazione quasi seriosa. Visto che in gioco per la comunità di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali c’è il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili fermo in Senato. Legge che potrebbe finalmente allineare l’Italia, dicono, al resto d’Europa.

Sono in 450 a sfilare nella manifestazione regionale “Ci siamo” organizzata da Arcigay Vicenza in contemporanea con quella di Roma. Percorso breve: da piazza Matteotti a piazza dei Signori e ritorno. Vengono da quasi tutte le province venete. Sono di Arcigay Padova e Verona, Arcilesbica di Treviso, Delos, Agedo assieme alla Rete degli studenti medi e Amnesty international. Ci sono anche presidente e segretario nazionale di Arcigay. Poi i politici: la deputata Daniela Sbrollini e la senatrice Rosanna Filippin del Pd Continua

Sulle unioni civili si va avanti

Qualche giorno fa è uscita la notizia che il premier Matteo Renzi vorrebbe riscrivere il ddl Cirinnà sulle unioni civili, in seguito anche al suo intervento al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

Cosa succederà alla ripresa dei lavori parlamentari e della commissione giustizia?

Per prima cosa, non mi risulta che il premier voglia mettersi di traverso sulle unioni civili, visto che da tempo in prima persona spinge perché si approvi una legge entro il 2015. Vero è tuttavia che c’è una forte resistenza da parte di alcuni membri del Nuovo Centro Destra e di Forza Italia in commissione giustizia che impediscono il normale avanzamento dei lavori facendo ostruzionismo. Continua

Filippin spinge la legge: «Unioni civili, è l’ora»

registroDa Il Giornale di Vicenza del 25/07/2015.

«Entro settembre la legge sulle unioni civili verrà approvata dal Senato». Rosanna Filippin, senatrice del Partito democratico, membro della commissione Giustizia, ci mette la faccia e dice: «Questa è la volta buona, il calendario è definito e la volontà è quella di fare presto: regolamentare situazioni già presenti nella nostra società è un dovere del legislatore, oltre che una questione di giustizia e civiltà». Continua

L’omelia di don Ruaro:«No a crociate sulla parità di genere»

Da Il Giornale di Vicenza del 22/07/2015.

«Cristiani? Mi domando se davvero lo siano coloro che qualche giorno fa hanno boicottato l’incontro sulla parità di genere. La chiesa è aperta al dialogo. Che poi possiamo avere le nostre posizioni, è un altro discorso. Ma non si deve mai prescindere dal confronto».
Il direttore dell’ufficio diocesano per la liturgia, don Pierangelo Ruaro, l’ha detto più o meno con le stesse parole anche durante l’omelia di domenica, in cattedrale. Il commento si riferiva all’infuocata serata della scorsa settimana all’istituto San Gaetano, con ospite speciale la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli. La senatrice era stata invitata a illustrare i contenuti del suo disegno di legge sull’introduzione dell’educazione di genere nelle scuole e sul tema si erano scatenate tensioni tra il pubblico.
Ne era nata una contrapposizione accesa tra genitori convinti che la legge parlasse di teoria del gender e pratiche sessuali per i bambini, e Fedeli impegnata a ripetere che le polemiche no, non c’entravano con il testo. Continua

Lettera al Giornale di Vicenza

Sono una studentessa di 19 anni e lunedì sera ho partecipato all’incontro sull’educazione di genere presso l’istituto San Gaetano. L’ospite principale della serata era la senatrice Valeria Fedeli, prima firmataria del disegno di legge che si propone di portare nelle scuole l’educazione al rispetto reciproco e alle pari opportunità sia per le ragazze che per i ragazzi, liberandoli dagli stereotipi.

Con queste premesse l’incontro prometteva bene, la sala era totalmente gremita, tanto che c’era chi rimaneva in piedi, chi si era seduto per terra e addirittura chi ascoltava dall’esterno affacciandosi alle finestre, per un totale di circa 450/500 persone (sicuramente non solo 350 come affermato nell’articolo di ieri mattina). Questo interesse era dovuto ai dubbi che molti genitori nutrivano e ancora nutrono riguardo a cosa significhi “educazione di genere”. Continua

«La teoria gender? Non esiste. Un dovere insegnare la parità»

La vice presidente del Senato Valeria Fedeli

La vice presidente del Senato Valeria Fedeli

Da Il Giornale di Vicenza del 13/07/15.

«I modelli di comportamento vanno rotti, se romperli è una scelta di libertà. E la battaglia contro il femminicidio comincia sui banchi di scuola, comincia con la parità di genere». Ne è convinta la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, che ha visto parte del suo disegno di legge per introdurre l’educazione di genere nelle scuole entrare nell’impianto della riforma della scuola appena varata. Ora il Ministero dell’Istruzione sarà chiamato a stilare delle linee guida per introdurre negli istituti i temi dell’uguaglianza e delle pari opportunità. Un traguardo che alla senatrice del Pd è costato aspre critiche da parte di una fetta del mondo cattolico e di cui parlerà questa sera a un incontro in programma all’istituto San Gaetano.
Sarà all’insegna del dialogo e moderato da Lauro Paoletto, direttore de La Voce dei Berici.

Continua

Divorzio breve, perché sì

thumbfalse1330071782511_475_280

Un mio articolo pubblicato in www.europaquotidiano.it.

La legge istituiva del divorzio in Italia, la n.898,  risale al 1970.  Da allora la società e la famiglia italiana sono profondamente cambiate e compito di un legislatore è accompagnare saggiamente simili dinamiche senza la pretesa di imporre comportamenti o di intralciare – oltre il dovuto ed il necessario – l’autonomia dei soggetti e quindi anche dei coniugi.
Con le riforme già realizzate e quelle in corso di esame il sistema rigido previsto nel 1970 viene sostituito da una disciplina flessibile che non è contro il matrimonio ma offre tutta una serie di rimedi per governare la crisi della coppia e spingerla alla salvaguardia della famiglia, in particolare quando vi sono figli minori, favorendo in ogni modo la ricerca di accordi e di soluzioni consensuali. Continua

Divorzio breve. Dopo l’ok della Commissione sarà la vicentina Filippin la relatrice in Aula

thumbfalse1330071782511_475_280«Un nuovo passo avanti nel cammino per riformare il divorzio, in un’ottica più moderna e più adatta alle esigenze di oggi, senza dimenticare le giuste tutele in particolare quando sono presenti  figli minori. Questo provvedimento può avvicinare finalmente l’Italia all’Europa più avanzata e punta a rendere più efficiente il sistema giustizia del nostro Paese». Così la senatrice Rosanna Filippin commenta l’approvazione del ddl Divorzio Breve in Commissione Giustizia al Senato.
Rosanna Filippin sarà relatrice del provvedimento in Aula, dopo aver già presentato l’emendamento che ha la possibilità di chiedere il divorzio anche in assenza della separazione ma «solo con ricorso congiunto dei coniugi davanti all’autorità giudiziaria competente». Continua

Riforma giustizia. Filippin: «Finalmente una riforma attesa da tempo»

giustizia1«Da troppo tempo sentiamo dire che in Italia la giustizia, e ancor più la giustizia civile, è malata. Una disfunzione che, innegabilmente, frena il Paese e scoraggia le imprese, la cui inefficienza causa perdita di competitività, oltre a bloccare gli investimenti dei capitali dall’estero. Con l’approvazione di questo decreto è finalmente cambiato l’ordine di priorità e la giustizia civile viene messa al primo posto». Lo ha detto la sen. Rosanna Filippin in dichiarazione di voto per il PD in aula nel corso del dibattito sul ddl di riforma del processo civile.

Continua