Brexit: qualche riflessione…

What doesn’t kill you makes you stronger

Con questa frase il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha commentato a caldo la vittoria del leave sul remain e la conseguente decisione del popolo britannico di lasciare l’Unione Europea.
Questa mattina, la maggior parte di noi si sente triste e impotente di fronte alla decisione della maggioranza dei cittadini britannici che sono andati a votare: impotenti perché tutti in questi ultimi tempi abbiamo continuato a dire che l’UE così non può continuare a funzionare, incompleta e distante dai cittadini. Ma nessuno ha fatto qualche considerevole passo avanti verso l’integrazione europea.UK1

L’abbiamo detto dopo gli attentati di Parigi, che ci voleva più Europa per sconfiggere il terrorismo, l’abbiamo detto quando un anno fa ci siamo trovati come Italia a gestire la terribile emergenza migranti, che ci voleva più Europa e che gli Stati nazionali non possono più gestire le grandi sfide mondiali da soli. Lo diciamo oggi, che per superare gli euroscetticismi servirà più Europa.

Cosa succede ora?

A parte i prevedibili scossoni sul mercato finanziario e monetario (il valore della sterlina, mentre scrivo, è ai minimi dal 1985, le Borse perdono tutte mediamente più di 10 punti percentuali), ora entriamo in territori inesplorati, per usare le parole del Presidente della Bce Mario Draghi.
La Gran Bretagna ora inizierà il procedimento di uscita dalla UE, il che vuol dire che ritratterà soprattutto in materia commerciale con Europa da Stato estero, come hanno già fatto a suo tempo, ad esempio, Svizzera e Svezia. Scozia e Nord Irlanda (come si può intuire dal grafico) torneranno alla carica per discutere la loro indipendenza e la loro permanenza in Europa.

Ma ci sono circa 500 mila italiani a Londra e in Gran Bretagna, la più grande comunità di italiani all’estero. Mezzo milione di nostri concittadini che stamattina si sono svegliati non sapendo di preciso cosa succederà loro nel prossimo futuro.UK2

Un dato su tutti. Gli studenti universitari europei (e quindi anche italiani) verranno equiparati ora a quelli extra europei: di conseguenza la retta potrebbe passare da 9 mila a 36 mila sterline e, inoltre, perderebbero il diritto all’assistenza sanitaria gratuita.

Per tutti questi motivi, forse, si è verificato nel voto una grande diversità di opinioni tra le diverse fasce d’età.

UK3Svegliati, Europa!

Questo il titolo di un articolo scritto a caldo da Francesco Cancellato per Linkiesta.
Stessi toni anche per un europeista convinto come Enrico Letta, che ha twittato “Today is a#SadDay. They made their own choice and we have to accept it. But now, in the #ContinentalEurope, it’s time to wake up!”.
Non posso che fare mia questa esortazione: se non vogliamo farci travolgere dai vari nazionalismi, più o meno violenti e radicali, è ora di svegliarci e di rendere l’Europa, che è e rimane la nostra casa, più umana e più giusta.

 

Bersani alla Camera per Letta

2693236-fiduciaSono stata per quattro anni e tre mesi Segretaria regionale con queste due persone, con contatti con loro quasi settimanali. Sono due persone che stimo profondamente e alle quali sono legata personalmente e politicamente.

Grazie veramente.

Governo Renzi. Filippin (PD): “Nessun tranello a Renzi: sostengo la linea scelta dal mio partito”

Renzi-e-la-fiducia-al-Senato-Diretta_h_partb“Non ho mai nascosto la mia fede lettiana – sostiene la senatrice Rosanna Filippin – e ho molti dubbi sul nuovo governo. E’ sicuramente una squadra rinnovata ma non rivoluzionaria. Diciamo che dal rottamatore mi sarei aspettata molto di più. Tuttavia ci sono segnali positivi: il numero di quote rosa e di giovani, la scelta indirizzata più sui politici che sui tecnici, tanta carica ed energia sia in Renzi che nei suoi ministri. Mi auguro che questa vada a compensare l’indiscussa inesperienza di alcuni di loro”. Continua

Renzi premier spacca i parlamentari Pd

Direzione-Pd-Renzi-Serve-un-nuovo-governo-fino-al-2018_h_partbDa Il Giornale di Vicenza del 14/02/2014

La mano alzata della deputata franceschiniana Daniela Sbrollini, il non voto della senatrice lettiana Rosanna Filippin. Due parlamentari vicentine, due posizioni opposte nell’ennesima giornata di travaglio politico del Partito democratico. È la fotografia scattata ieri in direzione nazionale, dove si è consumata la svolta, per il Pd e per l’Italia: Matteo Renzi porta con sé la grande maggioranza dell partito e si “prende” il governo, spingendo Enrico Letta alle dimissioni.
«Ora si cambia passo», esulta Sbrollini. Con lei anche il renziano Filippo Crimì, ed era scontato, ma pure Alessandra Moretti, molto meno scontato per l’ex portavoce di Bersani, poi cuperliana. «È un grande azzardo», ribatte invece Filippin, che alla nota politica ne aggiunge una umana: «Sono vicina a Letta, per me è una brutta giornata». E non la pensano molto diversamente il deputato Federico Ginato e il senatore Giorgio Santini, che però ieri non erano raggiungibili. Insomma, il Renzi I deve ancora iniziare, l´esecutivo Letta è virtualmente defunto ma una costante resta: il Pd sul lettino dello psicanalista. Continua

Un ricatto inaccettabile

Una breve riflessione su quanto sta accadendo in queste ultime ore: trovo assolutamente inaccettabile il comportamento dei parlamentari Pdl.
Stanno bloccando l’attività dell’esecutivo da veri irresponsabili, pretendendo un inaccettabile baratto tra il rispetto della legge e l’azione di governo.
Questa paralisi agisce sulla pelle dei cittadini e delle imprese, tanto per fare un esempio rendendo quasi inevitabile l’aumento dell’Iva, ma anche perché stanno facendo pagare all’intero Paese il peso dell’instabilità sul versante economico.
Stanno anteponendo agli interessi nazionali i problemi e le preoccupazioni del loro leader, cercando di ricattare il Presidente del Consiglio e tutto il PD.
Ecco, questo ricatto non è tollerabile, e non lo tollereremo.

L’appello che ho sottoscritto per salvare il Tribunal di Bassano

Cari amici,
voglio condividere cion voi il testo dell’appello per salvare alcuni Tribunali rivolto al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e al Presidente del Consiglio Enrico Letta che ho sottoscritto assieme ad altri parlamentari.
Anche in queste settimane estive il lavoro mio e di altri colleghi è proseguito, per produrre le condizioni politiche affinchè la doverosa riforma della Giustizia risparmi i “sei Tribunali da salvare”, sedi che già la commisisone giustizia di Camera e Senato aveva indicato come efficienti e necessarie per la lotta alla criminalità.
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Ill.mo Sig. On. Dott. Enrico LETTA, Presidente del Consiglio dei Ministri

Il.ma Sig.ra On. Dott.ssa Annamaria CANCElLLIERI Ministro della Giustizia

Oggetto: revisione delle circoscrizioni giudiziarie
il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati, rispettivamente il 7 e l’8 agosto, hanno approvato due ordini del giorno che impegnano il Governo ad emanare un decreto correttivo della riforma delle circoscrizioni giudiziarie, sulla base dei pareri espressi dalla Commissione Giustizia, al fine di escludere dall’elenco dei tribunali da sopprimere quelli di Bassano, Chiavari, Lucera, Pinerolo, Rossano e Tolmezzo. Continua

Decreto contro il Femminicidio, un importante passo in avanti per l’Italia

Come donna, ancor prima che come esponente politico, sono profondamente soddisfatta delle misure contro il femminicidio previste dal Decreto che il Consiglio dei Ministri ha varato oggi.
Si tratta di norme che tutelano maggiormente le donne ma anche i minori, e non possono che trovare pieno sostegno da parte di tutto il Parlamento.
Sono convinta che le sole norme non possono certo risolvere un problema che è principalmente culturale, ma è anche dalla giurisprudenza che inizia un nuovo approccio alla questione.
Credo infine che l’introduzione di aggravanti ad esempio nel caso di violenza contro le donne in gravidanza o in stato di disabilità psico-fisica anche temporanea rappresentino un importante passo avanti per il nostro Paese in un ambito in cui tutte le parti sociali devono agire in sinergia. Continua

L’Europa cambia marcia. La politica seria produce risultati concreti

Le dichiarazioni di oggi del Presidente della Commissione europea Barroso sulla maggiore flessibilità di bilancio per gli investimenti pubblici produttivi dei Paesi con conti in ordine dimostrano che la politica di serietà del Governo Letta è riconosciuta in ambito internazionale, e porta agli italiani risultati concreti.
Le priorità dichiarate dall’esecutivo Letta, lavoro giovanile e rilancio dell’economia, hanno trovato una salda sponda in questi giorni nelle scelte dell’Unione Europea: pensare di risolvere in casa i propri problemi sarebbe stato un atteggiamento miope e immaturo. Il Presidente del Consiglio lo sapeva bene, e il lavoro iniziato dal Governo Monti, ha portato grandi frutti.
Vengono premiati i Paesi il cui deficit annuale si trova sotto il limite del 3%, quindi i sacrifici degli italiani hanno avuto grande importanza per consentire ora una nuova politica di crescita. Sarà fondamentale vigilare per evitare un uso leggero dei fondi, il Partito Democratico sarà garante di politiche economiche serie per la crescita e lo sviluppo.
Mi auguro che questa scelta possa tradursi in breve tempo in opere e infrastrutture di cui l’Italia ha grande bisogno.

 

Il PD Veneto tra Governo e Congresso. Qualche riflessione (che ho condiviso in Assemblea)

Usare il linguaggio sovversivo della verità.
Con queste parole Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico, si è presentato in Parlamento chiedendo la fiducia per il suo governo.
Durante questi giorni, come tutti voi, ho ricevuto centinaia di mail, messaggi, telefonate mi cui mi chiedevano chi erano i 101 “traditori “ di Prodi.
Ebbene, linguaggio sovversivo della verità significa riconoscere che i 101 sono stati l’episodio culminante, manifesto, evidente della nostra crisi. Non il suo inizio. I problemi del Partito Democratico sono cominciati prima.
Qualcuno arriva a sostenere che i problemi del PD dimostrano che, in realtà, il partito non è mai nato o non ha saputo realizzare la sua missione.
Il malessere, la delusione, la rabbia, lo sconcerto non sono solo vostri, della base, dei militanti, di chi ha creduto con passione ed ha lavorato senza sosta perché il cambiamento nel paese si verificasse sul serio.
E perché noi del Partito Democratico ne fossimo lo strumento. Continua

Carceri italiane, serve un’indagine conoscitiva

carceriE’ stato il Presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo discorso alla Camera dei Deputati ad indicare nella emergenza carceri e nella intollerabilità della situazione carceraria italiana uno dei nodi che impediscono la ripresa civile prima che economica di questo paese.
Il Presidente ci ha ricordato che questo e’ il paese di Cesare Beccaria.
Quindi condivido anche a titolo personale oltre che quale componente del PD l’esigenza della indagine conoscitiva sullo stato delle carceri .
Lo è doppiamente: sia per rispondere alle continue condanne da parte della Corte dei diritti dell’uomo per il sovraffollamento delle nostre carceri ma pure per dare risposte ai bisogni di sicurezza manifestate dai cittadini ed alle richieste di efficenza da parte dello Stato. Continua