La notte in cui non ho dormito

Faccio parte della Giunta delle Immunità del Senato e come tale sono chiamata a decidere provvedimenti che riguardano i colleghi senatori, provvedimenti sulla loro libertà personale o sulla prosecuzione di procedimenti penali o civili nei loro confronti o ancora sulla legittimità di indagini o prove da acquisire nei loro confronti.
E’ la stessa Giunta che ha pronunciato la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, allora al governo in maggioranza con PD e Scelta Civica, quindi fatemi credito di serietà e libertà nelle decisioni che prendo.
Come gli altri colleghi di Giunta ho dovuto decidere sulla richiesta di arresto del senatore Azzollini, in quel momento Presidente della Commissione Bilancio del Senato.
Per poterlo fare ho letto attentamente e più volte tutte le 568 pagine dell’ordinanza con cui il GIP su richiesta della Procura di Trani ha chiesto l’arresto. Ho letto le memorie e la documentazione prodotte dal senatore Azzollini, ho ascoltato le dichiarazioni rese in Giunta, gli interventi dei colleghi in discussione generale, la proposta del relatore in Giunta favorevole all’arresto. Come gli altri colleghi del PD ho votato in Giunta per l’arresto. Continua

Calderoli “assolto”, bufera su Filippin

cécile kyengeDa Il Giornale di Vicenza del 10/02/2015.
Dare dell´«orango» a un ministro di origini africane non è cosa di tutti i giorni, soprattutto se di mestiere si fa il vicepresidente del Senato, ma in Italia non ci si fa mai mancare niente. Anche darle dell´«orango» e poi essere “assolti” può accadere, ma può anche scatenare una bufera politica. È quanto sta avvenendo ora, dopo che la Giunta per le autorizzazioni del Senato ha respinto, a maggioranza, l´autorizzazione a procedere per istigazione al razzismo e diffamazione nei confronti del senatore leghista Roberto Calderoli che in un comizio a Treviglio, nel 2013, accostò l´ex ministro Cécile Kyenge a un «orango». Lo scontro politico è tutto interno al Pd, partito della Kyenge, e ha un risvolto vicentino, perché uno dei quattro senatori democratici (su sei) che in Giunta hanno “salvato” Calderoli è la bassanese Rosanna Filippin. Che ora, pur motivando in punta di diritto il suo voto, è al centro della polemica nazionale e locale.

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Senato, primo sì a procedere contro Matteoli

Da Il Giornale di Vicenza del 08/01/2015.

La Giunta per le autorizzazioni del Senato ha detto sì: si va in aula per il voto finale sull’autorizzazione a proseguire e chiudere le indagini dell’inchiesta Mose sull’ex ministro Altero Matteoli, e così pure per gli altri indagati Piergiorgio Baita, Nicolò Buson, Erasmo Cinque, William Ambrogio Colombelli e Giovanni Mazzacurati. All’ex ministro, come noto, la Procura veneziana, con l’avallo anche del Tribunale dei ministri, contesta di aver ricevuto direttamente dai “capi” del Mose, Mazzacurati e Baita, 400 mila euro, e altri 150 mila tramite l’uomo d’affari Colombelli e il dirigente della “Mantovani” Buson (già arrestati a suo tempo). Inoltre avrebbe premuto perché la ditta Socostramo del manager Erasmo Cinque, a lui vicino, versando solo 25 mila euro per entrare nel consorzio del “Mose”, e quasi senza fare lavori, guadagnasse ben 48 milioni. Continua

Caso intercettazioni Azzollini (Ncd): facciamo chiarezza

20131004_GiuntaDelleElezioni_7915Ieri abbiamo votato, in Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il non permesso di utilizzare le intercettazioni fatte al Sen. Azzollini, indagato per fatti accaduti quando era sindaco di Molfetta, contro il parere del collega e relatore Casson che per protesta ha deciso di autosospendersi dal gruppo.
Salvataggio della casta? Assolutamente no.
Provo a spiegarvi qui la <i>ratio</i> che ci ha spinti a votare in quel modo. Continua

Giunta delle Elezioni – Intervento del sen. Rosanna Filippin (16 settembre 2013)

20131004_GiuntaDelleElezioni_7915

La seduta pubblica della Giunta delle Elezioni e delle Immunità parlamentari

Dopo un attento e meditato studio di ogni ragionamento espresso dal Relatore e delle conclusioni a cui lo stesso perviene, confesso che la prima parte in cui si parlava della natura giurisdizionale della Giunta e della sua teorica qualifica di giudice a quo, tale da poter sollevare la questione di illegittimità costituzionale, mi ha colpito. È già stato molto brillantemente osservato che a questa Giunta mancano alcuni indispensabili requisiti per poter essere qualificata come organo giurisdizionale, ovvero la terzietà e l’imparzialità. Tuttavia la consapevolezza degli orientamenti diversi assunti nel tempo, a tale proposito, da Camera e Senato, richiedono una speciale attenzione al punto. Specie per le possibili future decisioni da parte di questa Giunta in altre legislature.

Ma i dubbi sulla natura giurisdizionale o meno di questa Giunta si scontrano con due ordini di ragionamento: il primo che attiene alla separazione dei poteri (e noi siamo espressione del potere legislativo), il secondo circa la costituzionalità delle norme dettate dal Decreto Legislativo 31/12/2012, n. 235 o Decreto Severino.
Noi siamo chiamati qui in veste di salvaguardia (o meno) dell’autonomia politica di uno dei membri del Parlamento e non come ulteriore grado o sede di giurisdizione. Se il potere legislativo ha dei dubbi sulla costituzionalità di una norma, non ha la necessità di ricorrere alla Corte Costituzionale per valutare il suo stesso operato. Basta che modifichi o elimini la norma medesima. In altri termini, la questione della legittimità costituzionale può essere posta nell’organo più consono a risolvere una volta per tutte il dubbio, ossia lo stesso Parlamento. Continua

Crisi di governo. Irresponsabilità: quanto costa, chi la paga? Il pensiero dei sindacati

Voglio condividere con voi questa lettera aperta dei tre principali sindacati italiani: già il titolo si capisce la preoccupazione per queste giornate turbolente, in cui una parte politica è pronta a sacrificare il Paese sull’altare degli interessi personali.

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Cgil, Cisl e Uil esprimono la loro preoccupazione per la crisi istituzionale causata dall’irresponsabilità di chi vorrebbe anteporre gli interessi personali alle condizioni del Paese. L’incertezza di queste ore determina gravi ripercussioni sulla nostra economia e rischia di far aumentare la pressione fiscale sul lavoro e sulle pensioni.
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che occorre una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi anni: non si può immaginare un’uscita dalla crisi senza puntare sul lavoro e sulla buona occupazione. Per questo serve un vero Governo del Paese, capace di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
In ragione di ciò, Cgil, Cisl e Uil chiedono che la legge di stabilità preveda: Continua

Un ricatto inaccettabile

Una breve riflessione su quanto sta accadendo in queste ultime ore: trovo assolutamente inaccettabile il comportamento dei parlamentari Pdl.
Stanno bloccando l’attività dell’esecutivo da veri irresponsabili, pretendendo un inaccettabile baratto tra il rispetto della legge e l’azione di governo.
Questa paralisi agisce sulla pelle dei cittadini e delle imprese, tanto per fare un esempio rendendo quasi inevitabile l’aumento dell’Iva, ma anche perché stanno facendo pagare all’intero Paese il peso dell’instabilità sul versante economico.
Stanno anteponendo agli interessi nazionali i problemi e le preoccupazioni del loro leader, cercando di ricattare il Presidente del Consiglio e tutto il PD.
Ecco, questo ricatto non è tollerabile, e non lo tollereremo.

«Questo Pdl è schiavo degli umori del capo»: intervista del Giornale di Vicenza

Da Il Giornale di Vicenza del 27/09/2013

Senatrice del Pd e membro della giunta per le elezioni: il 4 ottobre ci sarà anche lei, Rosanna Filippin, a votare sulla decadenza o meno di Silvio Berlusconi da senatore.
Senatrice Filippin, il Pdl minaccia dimissioni in massa. Siete preoccupati?
Intanto va ricordato come “funzionano” le dimissioni: vanno presentate una per una all´aula, non al proprio capogruppo, e l’aula può respingerle o accettarle. Già questo fa capire che questa ipotesi viene usata ad arte per esercitare ulteriore pressione.
Su chi? Sul Pd? Sul Governo? Sul Colle?
Su tutto e su tutti.
Berlusconi contesta il fatto che non siano state accolte le pregiudiziali della difesa.
La legge Severino per noi si applica così com´è, che sia in ballo la posizione del senatore Berlusconi o di Enrico Letta o di Rosanna Filippin.
Ma sul dubbio di legittimità costituzionale anche Violante, Pd, aveva aperto al Pdl.
Violante ha solo detto che, visto che il Pdl solleva dubbi di incostituzionalità, si poteva chiedere preventivamente un giudizio di legittimità alla Consulta. Ma se il legislatore ha davvero dei dubbi di costituzionalità, deve rifare la legge. Noi invece non abbiamo ravvisato alcun profilo di illegittimità nella legge Severino, quindi deve essere applicata, chiunque sia il soggetto coinvolto. Non è colpa nostra se la condanna definitiva è di Berlusconi.
Che cosa prevede, senatrice? Vere dimissioni pidielline o è solo uno spauracchio?
Ce lo chiediamo tutti. Pochi giorni fa Berlusconi si diceva leader anche se decaduto, ma ora minaccia sfracelli. E il suo partito sempre dietro, prigioniero: ma se qualcuno mette gli sbalzi umorali del suo anziano leader al primo posto, bloccando l´azione del Parlamento, vuol dire che non è degno di stare lì. E gli italiani valuteranno.

 

Giunta, via ai lavori. Duello sui tempi

Da Il Corriere della sera dell’08/09/2013
Il Pdl: ricorso a Strasburgo, sospendiamo tutto. Ma Violante: è irricevibile

giuntaROMA — Oggi alle 15, dopo 40 giorni di ipotesi e di duelli tra costituzionalisti, la giunta delle Elezioni del Senato entra nel vivo della «procedura per la declaratoria della decadenza dalla carica» di parlamentare di Silvio Berlusconi, come effetto (legge anticorruzione) della condanna inflittagli dalla Cassazione lo scorso 2 agosto (4 anni per frode fiscale).
Il «fatto nuovo» è il ricorso «contro l’Italia» presentato dall’ex premier alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo che, almeno nelle dichiarazioni di Angelino Alfano e di mezzo Pdl, mira a dimostrare che «il caso Berlusconi non è chiuso». Va da sé che i commissari del Pdl presenti in giunta delle Elezioni (Caliendo, Casellati, D’Ascola, Giovanardi) potrebbero chiedere una sospensione dei lavori della giunta alla luce del ricorso contro l’Italia in cui Berlusconi «si duole» della legge anticorruzione (che ha avuto attuazione con il cosiddetto decreto Monti-Cancellieri-Severino). Quello che esclude dal Parlamento i condannati (anche per sentenze intervenute in corso di mandato) a pene superiori ai due anni. Continua

Ineleggibilità di Berlusconi. Quando anche MicroMega dà informazioni sbagliate (e la mia mail si intasa di migliaia di messaggi)

Cari amici,
in queste ore la mia casella mail del Senato è stata intasata di migliaia e migliaia di mail. Il tono era all’incirca sempre lo stesso: so che domani la Giunta per le elezioni e le immunità di cui lei fa parte dovrà esprimersi sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. L’ho letto su MicroMega/sul web/me l’hanno riferito.. Spero lei voti per l’ineleggibilità, perchè da 20 il Paese è ostaggio di questo personaggio..
Ho cercato di rispondere al maggior numero possibile di mail: a tutte era davvero impossibile, credetemi.

Cosa ho scritto? Questo messaggio.

Carissimo,

temo di doverla già deludere: le informazioni di cui è in possesso sono errate. Anche se la fonte è MicroMega o il blog del M5S sempre informazioni sbagliate sono.
Domani (oggi) nella Giunta delle elezioni non è in discussione l’ineleggibilità di Berlusconi.
Si inizia l’esame dei ricorsi promossi da vari soggetti contro l’esito del voto ed i senatori che sono stati eletti. Si procederà con accurata istruttoria per ogni caso e solo alla fine di questo percorso si voterà.
Abbia pazienza. Ne porto tanta anch’io.
Anche quando la mia casella di posta viene intasata da migliaia di mail che ostacolano il mio (modesto) lavoro.
Buona serata

p.s. Più di qualcuno mi ha ringraziata sorpreso che un Senatore risponda via mail. Spero di poeter dimostrare che non si è trattato di un episodio isolato.

Ineleggibilità, la rassegnazione dei democratici. “E’ impossibile far decadere Berlusconi”

Da Repubblica del 22/05/2013

ROMA – Sono assai pochi quattro minuti. Ieri hanno salvato i Democrat dal precipizio al Senato. Dalla spaccatura. Dalla palese frantumazione. Quattro minuti per rinviare la seduta della giunta per le autorizzazioni ed evitare che gli otto componenti del Pd andassero in ordine sparso sulla presidenza. Sarebbe stato il segnale che il Pdl aspettava per considerare Berlusconi al sicuro su un futuro voto per la sua ineleggibilità. Il Pd si è fermato prima di finire nel fosso politico, il capogruppo Luigi Zanda ha intuito il rischio, ha bloccato la partita. Lo ha fatto dopo una riunione tesa con gli otto, in cui sono emersi i tre no alla possibile presidenza del leghista Raffaele Volpi, quelli di Felice Casson, Rosanna Filippin e Stefania Pezzopane, ma pure i sì, come quello di Doris Lo Moro, che con Volpi ha lavorato alla Camera e non ne dà un giudizio cattivo. Continua