Una riflessione sulla direzione nazionale di lunedì.

Credo sia quanto mai opportuno rilasciare un piccolo commento sulla Direzione Nazionale svoltasi lunedì scorso in sede PD a Roma.

Personalmente penso che Renzi si stia giocando molto della sua credibilità e autorevolezza con questa prova di forza sulla legge elettorale e sulla riforma costituzionale. Certamente lo sforzo che si sta facendo per avere una nuova legge elettorale e una riduzione dei costi della politica, visto l’immobilismo attuale, deve essere condiviso e sostenuto. Si può non condividere la proposta, ma va riconosciuto che per la prima volta la figura politica più importante d’Italia, nel bene e nel male, degli ultimi vent’anni, si trova costretta a giocare una partita politica in trasferta. Continua

Italia bloccata. Renzi ci liberi dall’ossessione-Berlusconi

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Da Il Giornale di Vicenza del 18/12/2013

Si sta battendo per far risorgere il tribunale di Bassano e lì trova l’unanimità delle forze politiche. Tutt’altra storia, invece, la riforma della giustizia nel suo complesso che sbatte contro storici veti incrociati: complice, dice, «un’ossessione» che si chiama berlusconismo. O anti-berlusconismo, è uguale. Rosanna Filippin, 51 anni, avvocato, segretario regionale del Partito Democratico, da febbraio siede in Senato: commissione giustizia, «l’epicentro delle tensioni di questa legislatura».
Senatrice Filippin, su quali dossier sta lavorando ora?
Siamo in commissione con la riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa di cui sono relatore. E sono relatore anche della riforma del tribunale della famiglia: sto preparando un mio disegno di legge perché i testi attuali hanno delle lacune.
Quali altri temi ha affrontato in prima persona finora?
Sono stata relatore del decreto legislativo sulla filiazione.
La parificazione tra figli naturali e figli legittimi.
Si parla molto della giustizia penale, del carcere, ma in Italia ci sono 66 mila carcerati mentre siamo tutti figli. Finalmente è stata eliminata ogni differenza tra figli nati nel matrimonio e figli di coppie non sposate. Sono temi che interessano migliaia di italiani e che da avvocato conosco molto bene. Continua

Cambiare la legge elettorale si può

elezioni

Se non ora, quando? Forse è esagerato prendere le mosse da un romanza di Primo Levi per descrivere la situazione che si è creata dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la legge elettorale. Mentre lo scrittore torinese parla della resistenza di un gruppo di ebrei russi e polacchi contro il nazismo, ben più piccola cosa è la questione della nostra legge elettorale. Ma in comune c’è un aspetto: entrambi parlano di democrazia.

Se non ora, quando? Se non ora, che la Corte costituzionale ha espresso il suo parere negativo sulla legge elettorale, quando? Se non ora, che non siamo più ricattabili da un partito politico come Forza Italia, che faceva dell’abolizione dell’IMU il grimaldello per forzare in qualsiasi momento le decisioni del Governo, quando? Se non ora, che abbiamo una maggioranza più forte per cambiare veramente le cose e non pensare solo a far quadrare i conti, quando?

Credo che la risposta possibile a queste domande sia una sola: adesso. Continua

Come la Grecia? Che parlino i numeri

Qualche giorno fa, il presidente della Confindustria Veneto Roberto Zuccato, alla presentazione del rapporto della “Fondazione NordEst”, ha dichiarato che, vista la classe politica italiana e la sua incapacità di affrontare e risolvere i problemi reali del Paese, si può proporre (provocatoriamente) il commissariamento dell’Italia e l’arrivo della troika. Ma le cose vanno davvero così male?

Prima di tutto pensiamo che per parlare si debba conoscere le cose delle quali si parla, e quindi ecco qualche dato.
La Grecia ha una disoccupazione che arriva al 27,6% (mentre in Italia è del 12,50%, e nel Veneto del 8,6%).
Gli stipendi in Grecia negli ultimi 5 anni sono diminuiti del 34%.
I bambini greci sono quelli con la percentuale di sottopeso (per denutrizione) d’Europa.
E bisogna aggiungere che le ricette applicate dalla troika in Grecia sono state talmente tanto sbagliate, sotto molti punti di vista, che persino l’Europa e la stessa Germania si trovano costrette ad ammettere i loro errori.
Sono sicura che quando Confindustria Veneto parla di certi spauracchi non stia auspicando, per il nostro territorio, simili trend in discesa, nemmeno comparabili con quelli drammatici che la Grecia ha dovuto affrontare.

La “Fondazione NordEst” ha usato, senza saperlo, il mito di Giano “bifronte”, dio dalla doppia faccia perché riusciva contemporaneamente a vedere il passato e a predire il futuro.
Esistono infatti imprese capaci di guardare al futuro, imprese globalizzate, aperte al mercato estero, che possiedono professionalità elevate che hanno tutte le carte in regola per reggere all’urto di questa crisi economica. Ci sono altre imprese invece che sono, purtroppo per loro, ferme a rimirare un passato rassicurante ma che, ahimè, non tornerà. Queste si trovano paralizzate a causa della malattia che si chiama “visione localistica” e alla quale dobbiamo trovare al più presto una cura.
Tuttavia questa diversità di comportamenti coinvolge tutti i livelli della società e delle istituzioni, che a loro volta scelgono di seguire la strada del rinnovamento e dell’apertura (assicurandosi un posto nel futuro) o della chiusura in se stessi e della nostalgia (assicurandosi una certa cancellazione dal panorama economico). Continua

Quel trucco salva-voto «Guai citare Vicenza» Deputati e senatori hanno lavorato dietro le quinte «L´idea? Usare la formula “accordo internazionale”»

Da Il Giornale di Vicenza del 24/11/2013

Più che un blitz parlamentare è sembrata un´operazione da servizi segreti. O da carbonari. Fatta di incontri, telefonate, riunioni e divisioni di compiti («allora tu Daniela tampini il sottosegretario, tu Pierantonio copri Santini con i tuoi…») e “lobbing” discreta. Per di più con il sostegno degli avversari del centrodestra. Insomma tutti uniti al grido di «viva la tangenziale».
È Federico Ginato, deputato Pd e promotore della “stangata”, a raccontare come è andata. Partendo da quella circostanza fortunata: la discussione sulla legge di stabilità è affidata alla commissione bilancio del Senato. Dove relatore è il vicentino Giorgio Santini. Tutto bene ma c´è una mina vagante da evitare come la peste: «Vicenza non doveva comparire in nessun modo, altrimenti altri si sarebbero tuffati a chiedere soldi anche per loro». Bella grana. Ma quel passaggio è necessario: «Quando la discussione è stata assegnata al Senato ho sentito subito Santini che da relatore può presentare sempre emendamenti». La settimana prima del voto è fatta di colloqui e accordi. Ginato e Santini parlano con Variati. Dietro le quinte si muovono anche Rosanna Filippin e Piergiorgio Zanettin. Continua

Un ricatto inaccettabile

Una breve riflessione su quanto sta accadendo in queste ultime ore: trovo assolutamente inaccettabile il comportamento dei parlamentari Pdl.
Stanno bloccando l’attività dell’esecutivo da veri irresponsabili, pretendendo un inaccettabile baratto tra il rispetto della legge e l’azione di governo.
Questa paralisi agisce sulla pelle dei cittadini e delle imprese, tanto per fare un esempio rendendo quasi inevitabile l’aumento dell’Iva, ma anche perché stanno facendo pagare all’intero Paese il peso dell’instabilità sul versante economico.
Stanno anteponendo agli interessi nazionali i problemi e le preoccupazioni del loro leader, cercando di ricattare il Presidente del Consiglio e tutto il PD.
Ecco, questo ricatto non è tollerabile, e non lo tollereremo.

«Questo Pdl è schiavo degli umori del capo»: intervista del Giornale di Vicenza

Da Il Giornale di Vicenza del 27/09/2013

Senatrice del Pd e membro della giunta per le elezioni: il 4 ottobre ci sarà anche lei, Rosanna Filippin, a votare sulla decadenza o meno di Silvio Berlusconi da senatore.
Senatrice Filippin, il Pdl minaccia dimissioni in massa. Siete preoccupati?
Intanto va ricordato come “funzionano” le dimissioni: vanno presentate una per una all´aula, non al proprio capogruppo, e l’aula può respingerle o accettarle. Già questo fa capire che questa ipotesi viene usata ad arte per esercitare ulteriore pressione.
Su chi? Sul Pd? Sul Governo? Sul Colle?
Su tutto e su tutti.
Berlusconi contesta il fatto che non siano state accolte le pregiudiziali della difesa.
La legge Severino per noi si applica così com´è, che sia in ballo la posizione del senatore Berlusconi o di Enrico Letta o di Rosanna Filippin.
Ma sul dubbio di legittimità costituzionale anche Violante, Pd, aveva aperto al Pdl.
Violante ha solo detto che, visto che il Pdl solleva dubbi di incostituzionalità, si poteva chiedere preventivamente un giudizio di legittimità alla Consulta. Ma se il legislatore ha davvero dei dubbi di costituzionalità, deve rifare la legge. Noi invece non abbiamo ravvisato alcun profilo di illegittimità nella legge Severino, quindi deve essere applicata, chiunque sia il soggetto coinvolto. Non è colpa nostra se la condanna definitiva è di Berlusconi.
Che cosa prevede, senatrice? Vere dimissioni pidielline o è solo uno spauracchio?
Ce lo chiediamo tutti. Pochi giorni fa Berlusconi si diceva leader anche se decaduto, ma ora minaccia sfracelli. E il suo partito sempre dietro, prigioniero: ma se qualcuno mette gli sbalzi umorali del suo anziano leader al primo posto, bloccando l´azione del Parlamento, vuol dire che non è degno di stare lì. E gli italiani valuteranno.

 

«Pagheremo noi la chiusura del tribunale» Ieri in centro la tradizionale manifestazione Mestieri in strada.

Da Il Giornala di Vicenza del 09/09/2013
Preoccupazione della categoria per la ripresa «Molti rinunciano a investire»

mestieri in stradaUna festa dell´artigianato nel segno della tradizione e dell´innovazione, con uno sguardo “pesante” alla vicenda del tribunale. Non è stata una “Mestieri in strada” come tutte le altre, ieri in città, sia per la partecipazione di imprese artigiane che fanno dell´innovazione la loro cifra caratteristica sia per la delusione seguita alla soppressione del tribunale. È stato proprio il presidente del mandamento di Bassano di Confartigianato, Sandro Venzo, a mettere il dito nella piaga.
«Il prezzo più alto per la chiusura del tribunale – ha detto – lo pagheranno le aziende. Per questo noi ci affiancheremo alle prossime proteste. In Italia, il sistema della giustizia è ancora troppo arretrato, per cui è assolutamente necessario avere un tribunale in loco».
È intervenuta quindi la senatrice del Pd Rosanna Filippin. «La battaglia per il tribunale, almeno per il momento, è persa – ha dichiarato – Ma, ripeto, solo per il momento, perché se riusciremo a rimanere tutti uniti, potremo ancora vincerla».
Sulla questione Tribunale è intervenuto nuovamente ieri anche il governatore Luca Zaia, sottolineando la necessità di lottare con forza per salvare quello che ha definito “il tribunale più efficiente del Veneto”. Continua