“Il Paese dove il SÌ suona” – lettera di un iscritto

Ho ricevuto via mail questa lettera di un iscritto al Partito Democratico. La condivido in pieno e per questo ho deciso di pubblicarla.

Cari Deputati e Senatori del Partito Democratico,
ho 77 anni e sono iscritto al PD.
Sono stato iscritto al PCI e ho fatto l’attivista di sezione per dodici anni, quando era segretario Enrico Berlinguer.
Mi rivolgo a tutti voi, senza fare distinzione fra correnti o fra maggioranza e minoranza, perché tutti noi siamo un unico partito e abbiamo un segretario scelto da noi, che resterà in carica fino al congresso dell’anno prossimo.
Il Partito Democratico siamo noi e perciò non può essere una proprietà di qualcuno e non è neppure di chi l’ha fondato.
Come ogni partito, è il partito di chi lo vota: è dei suoi elettori!
Quando sento l’espressione di qualche ex leader: “riprendiamoci il Partito!”, mi vengono in mente le coppie che divorziano, dove ciascuno cerca di riprendersi ciò che aveva portato in dote…
Ma i valori di un partito sono gli ideali nei quali si identificano e si riconoscono gli elettori di quel partito e nessuno può pretendere di portarseli a casa propria.
Non dividiamoci, dunque, fra di noi, né in correnti, né tra maggioranza e minoranza, perchè tutti, come democratici, abbiamo una regola da rispettare: si vota seguendo la linea del Partito.
Al referendum istituzionale, il Partito ha dato indicazione di votare “SÌ” : votiamo dunque “SÌ”, tutti uniti, perché siamo un partito, anzi, perché siamo il Partito Democratico !
Poi, nel prossimo congresso, potremo cambiare sia il segretario, sia la linea del Partito e saremo ancora tutti insieme il Partito Democratico e continueremo a portare avanti i nostri valori condivisi.
Quelli nei quali ci identifichiamo e che nessuno potrà mai portarci via.

Unioni civili, Filippin: “Fiducia unica strada ora percorribile, ma pesante sacrificio art 5”

“Oggi ha vinto la responsabilità. La responsabilità di dare risposte agli italiani e di tenere fede a un impegno. Lo stralcio dell’articolo 5 è però un sacrificio pesante, che personalmente mi costa molto”. Così la senatrice del Pd Rosanna Filippin a margine dell’assemblea dei senatori Pd sulle unioni civili. “La decisione di porre la fiducia è il segno della forte volontà di arrivare in fondo e scrivere questa nuova pagina per i diritti civili. L’inaffidabilità del M5S e l’ostruzionismo della destra hanno reso difficili da praticare altri percorsi, lungo i quali avremmo solo rischiato di peggiorare la legge. Ci sono state date garanzie che non ci saranno ulteriori modifiche se non le limature degli emendamenti Lumia. Il sacrificio da pagare, con lo stralcio dell’articolo 5, rimane purtroppo un colpo duro all’impianto del decreto e consola poca il fatto che la magistratura sia alla fine più avanti della politica e nel superiore interesse del minore stia già riconoscendo l’adozione del figlio. Ora chiudiamo la partita, approvando la legge, ma poi riapriamo subito il discorso sulla stepchild adoption per affrontare il tema nella riforma organica delle adozioni e porre rimedio ad un vuoto dei diritti che ancora rimane”

Sulle unioni civili si va avanti

Qualche giorno fa è uscita la notizia che il premier Matteo Renzi vorrebbe riscrivere il ddl Cirinnà sulle unioni civili, in seguito anche al suo intervento al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

Cosa succederà alla ripresa dei lavori parlamentari e della commissione giustizia?

Per prima cosa, non mi risulta che il premier voglia mettersi di traverso sulle unioni civili, visto che da tempo in prima persona spinge perché si approvi una legge entro il 2015. Vero è tuttavia che c’è una forte resistenza da parte di alcuni membri del Nuovo Centro Destra e di Forza Italia in commissione giustizia che impediscono il normale avanzamento dei lavori facendo ostruzionismo. Continua

Lettera di Matteo Renzi ai parlamentari dei Gruppi di maggioranza

renzi1Carissimi,
tra qualche ora sarete in vacanza, per una breve pausa. Mi permetto di dire, sfidando le ire dei benpensanti: vacanza molto meritata. Sì, meritata. Perché se vi voltate un attimo indietro e provate a ripercorrere il cammino di questo anno, resterete stupiti pensando alle cose che abbiamo portato a casa.

Lo dico senza giri di parole: avete fatto un lavoro straordinario ed è giusto rendervi merito. Mai il Parlamento italiano in 70 anni di storia aveva lavorato così tanto e così intensamente. E nessun Paese europeo ha mai fatto – tutte insieme – così tante riforme.

Provate per un istante, per un solo istante, a metterle in fila. Continua

Riviera del Brenta – Filippin (Pd) sottoscrive interrogazione al Governo per stato di calamità

Anche la senatrice Rosanna Filippin ha sottoscritto – assieme agli altri senatori veneti del Partito democratico – l’interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio per chiedere che venga decretato lo stato di calamità per la Riviera del Brenta a seguito delle conseguenze della tromba d’aria dello scorso 8 luglio e la deroga al Patto di stabilità per i Comuni coinvolti.
“Dobbiamo dare subito, senza perdere tempo, il massimo sostegno ai cittadini, alle aziende e ai Comuni colpiti. E sostegno significa sia destinare adeguate risorse a chi in poche ore ha perso tutto e ora ha bisogno di aiuto, sia garantire vere opportunità per ricostruire e rimettere in moto il sistema. Le istituzioni devono far sentire con azioni concrete la propria vicinanza ai veneti e ai tanti che con generosità già sono al lavoro sul posto. Decretare lo stato di calamità, consentire la deroga dal Patto di Stabilità, sospendere Imu e Tasi sugli edifici non utilizzabili, rifinanziare il fondo per le vittime delle calamità naturali per i risarcimenti: al Governo chiediamo con forza di adottare misure necessarie e indispensabili per aiutare la Riviera del Brenta”.
Oltre che da Rosanna Filippin, l’interrogazione è stata sottoscritta dai senatori Puppato, Santini, Dalla Zuanna e Casson.

Legge elettorale. Filippin (Pd): «Necessario andare oltre il Porcellum. Finalmente garantiamo vera governabilità»

La senatrice del Partito democratico Rosanna Filippin commenta l’approvazione in Senato della legge elettorale: «Dopo anni che ci si lamenta e si chiede di superare il Porcellum, finalmente oggi al Senato abbiamo approvato la nuova legge elettorale che ha come base fondamentale la governabilità. La mattina dopo le elezioni i cittadini sapranno infatti chi ha vinto e chi li governerà per i successivi cinque anni – sottolinea Rosanna Filippin – La nuova legge elettorale, grazie anche alle modifiche migliorative introdotte, va nella direzione di eleggere quello che si avvicina di più al ‘sindaco d’Italia’, aspetto rimarcato anche con la possibilità del doppio turno, e, attraverso i collegi relativamente piccoli e la doppia preferenza di genere, permette di ridare rappresentatività all’elettore e di avvicinare i cittadini alla politica. Ciliegina sulla torta di questa legge, che ora passa alla Camera, è la possibilità per gli studenti Erasmus di votare per posta dall’estero». Continua

Governo non interviene pro Tribunale di Bassano. Filippin (PD): «Si apre una fase nuova»

Bassano-640x380È ormai scaduto il tempo per il Governo di intervenire sulla legge delega in materia di geografia giudiziaria e se ne vanno così tutte le speranze di rivedere il Tribunale di Bassano aperto e funzionante. Molta la delusione da parte dei rappresentanti del Partito Democratico della zona, che si sono spesi molto per la causa e che non vogliono darsi per vinti. «Non ho paura di dirlo – afferma la Senatrice bassanese Rosanna Filippin – anche perché l’ho sempre affermato in maniera chiara: il Ministro Orlando ha sbagliato a non intervenire velocemente per riaprire Bassano, visto che le criticità sono moltissime e l’accorpamento con il Tribunale di Vicenza del tutto inefficiente.

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Lettera di Matteo Renzi ai Senatori

renzi1Gentile Senatrice, caro Senatore,
all’inizio di questa settimana così impegnativa avverto il bisogno di scrivere a voi che con il vostro sostegno garantite la fiducia e la
maggioranza al Governo.
Stiamo realizzando un’impresa. Una legislatura nata con le difficoltà che ricordiamo può segnare una svolta nella storia repubblicana. La modifica costituzionale di cui state discutendo supera il bicameralismo perfetto, semplifica il processo legislativo, riequilibra il rapporto Stato Regioni, abolisce il Cnel, disegna uno Stato più efficace e semplice. Una rivoluzione del buon senso in linea con le principali esperienze costituzionali europee. Si può essere d’accordo o meno con questa riforma: definirla svolta autoritaria però significa litigare con la realtà. Continua

Le elezioni europee ora spronino le riforme

pd-europee-620x350Suona strano e assurdo, alla luce del successo di stanotte del Partito Democratico, che solo mezza settimana fa, andando a Padova a sentire Enrico Letta che parlava di Europa, si discuteva preoccupati sui sondaggi più o meno segreti che giravano in quelle ore: Grillo in pericolosa ripresa, Grillo vicino al sorpasso, Grillo che sta riducendo il gap nei nostri confronti a vista d’occhio.
Se ci ripenso, sono contenta che questa volta non abbiamo potuto permetterci di adagiarci sui sondaggi, lavorando a testa bassa tutti insieme (stavo andando ad ascoltare un comizio di Enrico Letta, appunto) per questo buono, straordinario risultato. Continua

Senatori PD: “Noi facilitatori per riforma Senato entro 25 maggio, ma modifiche non siano tabù”

Condividiamo le parole del capogruppo Zanda che richiamandoci al senso di responsabilità ci ha invitato ad approvare in prima lettura la riforma del Senato entro il 25 maggio. È un obiettivo ambizioso su cui non solo i senatori ma tutto il Partito Democratico e la classe politica di questo Paese si gioca una grossa fetta della propria credibilità di fronte ai cittadini. – Così inizia la dichiarazione del gruppo senatori già promotori del documento dei 25. Continua

Governo Renzi. Filippin (PD): “Nessun tranello a Renzi: sostengo la linea scelta dal mio partito”

Renzi-e-la-fiducia-al-Senato-Diretta_h_partb“Non ho mai nascosto la mia fede lettiana – sostiene la senatrice Rosanna Filippin – e ho molti dubbi sul nuovo governo. E’ sicuramente una squadra rinnovata ma non rivoluzionaria. Diciamo che dal rottamatore mi sarei aspettata molto di più. Tuttavia ci sono segnali positivi: il numero di quote rosa e di giovani, la scelta indirizzata più sui politici che sui tecnici, tanta carica ed energia sia in Renzi che nei suoi ministri. Mi auguro che questa vada a compensare l’indiscussa inesperienza di alcuni di loro”. Continua