Con il ciclone Renzi ora si cambia davvero

UntitledBassano del Grappa, 27 maggio – All’indomani dello spoglio delle elezioni europee e amministrative la senatrice bassanese Rosanna Filippin commenta lo straordinario risultato ottenuto dal PD. Un successo che va oltre ogni più rosea aspettativa: alle europee il Partito Democratico di Matteo Renzi supera il 40%, mentre nel territorio sono state “espugnate” storiche roccaforti del centrodestra.
“Il 26 maggio è un giorno memorabile per il PD – esclama Rosanna Filippin – il ciclone Renzi è partito, e chi lo ferma più. Non ci aspettavamo un tale successo ed è stato emozionante condividerlo con tutta la squadra vicentina”. Continua

FI e PD d’accordo «Via il Senato». No di Lega e M5S.

23_20_gdv_f1_428Da Il Giornale di Vicenza del 23/01/2014

Tutti in aula i 5 senatori vicentini. In agenda la discussione e la votazione sul 416 ter riguardante i rapporti tra mafia e politica. Seduta importante, “storica!” per alcuni, ma pure paradigmatica se si pensa a quella che è la questione del momento ovvero la riforma del Senato come è stata concepita dopo l’incontro tra il segretario Pd, Matteo Renzi, e Silvio Berlusconi. Idealmente d’accordo sulla necessità di mettere mano all’architettura istituzionale dello Stato, non tutti però sembrano pronti a staccare la spina al bicameralismo perfetto.
La riforma, in sintesi, è presto detta: il Senato viene trasformato in Camera delle autonomie ed i suoi membri, ridotti di numero, non saranno più votati dagli elettori ma nominati presumibilmente da governatori, sindaci delle città più grandi o rappresentative di particolari situazioni socio-amministrative territoriali. Continua

Da oggi si comincia a lavorare insieme. Per il bene comune.

Matteo Renzi dal palco dell'assemblea di domenica scorsa a Milano

Matteo Renzi dal palco dell’assemblea di domenica scorsa a Milano

Da Il Giornale di Vicenza del 17/12/2013

Esclusi e… «contenti». Almeno così dicono di sentirsi i renziani vicentini nel day after dell’assemblea nazionale. Dopo la “pancia”, spunta la “testa” che li fa guardare al bicchiere mezzo pieno: quello di un Partito democratico che «ha iniziato un nuovo progetto con Renzi», e non il bicchiere mezzo vuoto della loro esclusione dalla direzione nazionale.

L’ASTENSIONE. Domenica però, all’ora del voto dell’assemblea, i fatti traducevano le emozioni dell’istante: i renziani berici (tra cui Diego Marchioro, Antonio De Sanctis, Claudio Rizzato) si astenevano e una di loro, Meri Ballico, votava contro la proposta del partito. Una reazione alla scelta dei piani alti del Pd – quantomeno avallata da Renzi stesso – di sfornare una direzione in cui l’unico nome vicentino – oltre al segretario veneto Rosanna Filippin – è Daniela Sbrollini. La deputata era sì schierata con Renzi alle primarie, ma è esponente della corrente areadem e bersaniana nel 2012. Se è vero che Renzi ha vinto e che i renziani avevano fatto il pieno di delegati all’assemblea – 9 su 13 nel Vicentino – il profilo della direzione, per loro, è parsa un po’ come una vittoria dimezzata. Di qui l’astensione. Continua

Il Pd esulta: «Abbiamo 5 città su 7»

Da l’Arena di Verona dell’11/06/2013

Dopo Venezia, Padova, Vicenza e Belluno, il centrosinistra, con Giovanni Manildo, conquista anche Treviso, per vent´anni roccaforte della Lega con il sindaco sceriffo Gentilini. «La musica è cambiata», commenta la senatrice Rosanna Filippin, segretario del Pd veneto. «I risultati del secondo turno delle amministrative», continua, «premiano il Pd, il centrosinistra, i nostri candidati sindaci e anche a Treviso gli elettori hanno voluto nuovi volti, una nuova politica meno ideologica e più al servizio della cittadinanza».
FILIPPIN parla di «risultato storico». Il Veneto, afferma, «era il cuore del forzaleghismo, qui per anni il centrosinistra era forza marginale. Adesso il Pd e il centrosinistra amministrano 5 capoluoghi di provincia su 7, e il Pd rappresenta la prima forza politica nelle grandi città e anche fuori. Continua

Il tesseramento al PD: le riflessioni del mio segretario di circolo

Vorrei condividere con voi le riflessioni sul tesseramento al PD del mio segretario di circolo: le condivido appieno e vorrei potessero essere spunto di riflessione: che ne pensate?
Rosanna

2013_TESSERA PDCari Democratici,
il giorno dopo che il comico triste (nel senso che induce tristezza) invoca agli iscritti al PD di stracciare la tessera, e afferma che la prossima sfida elettorale sarà fra loro e il PDL, non posso che rilanciare con forza il tesseramento al nostro partito.
Il grande demagogo svela ancora, ma già lo sapevamo, che il suo vero scopo è l’annientamento del PD, in un primo momento, seguito da quello del PDL, di cui per la verità gl’importa meno: dopo queste distruzioni, il passo successivo sara : boh? Continua

Ineleggibilità, la rassegnazione dei democratici. “E’ impossibile far decadere Berlusconi”

Da Repubblica del 22/05/2013

ROMA – Sono assai pochi quattro minuti. Ieri hanno salvato i Democrat dal precipizio al Senato. Dalla spaccatura. Dalla palese frantumazione. Quattro minuti per rinviare la seduta della giunta per le autorizzazioni ed evitare che gli otto componenti del Pd andassero in ordine sparso sulla presidenza. Sarebbe stato il segnale che il Pdl aspettava per considerare Berlusconi al sicuro su un futuro voto per la sua ineleggibilità. Il Pd si è fermato prima di finire nel fosso politico, il capogruppo Luigi Zanda ha intuito il rischio, ha bloccato la partita. Lo ha fatto dopo una riunione tesa con gli otto, in cui sono emersi i tre no alla possibile presidenza del leghista Raffaele Volpi, quelli di Felice Casson, Rosanna Filippin e Stefania Pezzopane, ma pure i sì, come quello di Doris Lo Moro, che con Volpi ha lavorato alla Camera e non ne dà un giudizio cattivo. Continua

Cauti contro inflessibili, in Giunta la sfida interna del Pd

Da Il Corriere della Sera del22/05/2013

ROMA – A chieder conto a loro, che sono otto, tutti magistrati o avvocati, quasi tutti freschi neoparlamentari, la decisione scaturirà da uno studio accurato del decreto 361 del 1957, arricchito dai faldoni con i precedenti, compulsati con scrupolo e acribia per una valutazione fredda e tecnica. Tutto vero, probabilmente, come è vero che la decisione finale spetterà all’Aula, non certo a loro. Ma non sfugge a nessuno degli otto senatori del Partito democratico della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari che la questione è eminentemente politica e che dichiarare fuori gioco Silvio Berlusconi significherebbe provocare un cataclisma nel delicato equilibrio delle larghe intese, con possibile crollo repentino del governo. Anche per questo la pattuglia degli otto democratici misura le parole e tara i bilancini. Continua

«Berlusconi è ineleggibile»: la mozione dei 5 Stelle minaccia anche il governo

Da Il Corriere della Sera di Martedì 21/05/2013

Per il governo è una mina da disinnescare subito, prima ancora che piombi sul tavolo della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato. L’organismo che ha il potere di decidere il futuro politico di ogni singolo eletto si riunirà alle 14 per la prima volta e all’ordine del giorno c’è l’elezione del presidente. La scelta fa litigare i partiti e si incrocia con un’altra, ben più delicata faccenda: la mozione per l’ineleggibilità del senatore Silvio Berlusconi annunciata con gran clamore dal M5S. Continua

Il Presidente, il Governo e la conta interna.

Non pensavo di vivere l’elezione del Presidente della Repubblica con sentimenti di dolore, fatica e sofferenza.
Doveva essere una scelta importante e condivisa, ma anche una festa della democrazia.
Invece abbiamo usato l’elezione del Presidente della Repubblica per il nostro congresso interno.
Come partito abbiamo mancato al nostro appuntamento con il Paese.
Il voto sulla massima carica dello Stato nel momento della peggior crisi economica, sociale ed istituzionale è stato utilizzato come una clava per sistemare conti interni, contestare la linea politica, distruggere i presunti “avversari”. Continua