Renzi premier spacca i parlamentari Pd

Direzione-Pd-Renzi-Serve-un-nuovo-governo-fino-al-2018_h_partbDa Il Giornale di Vicenza del 14/02/2014

La mano alzata della deputata franceschiniana Daniela Sbrollini, il non voto della senatrice lettiana Rosanna Filippin. Due parlamentari vicentine, due posizioni opposte nell’ennesima giornata di travaglio politico del Partito democratico. È la fotografia scattata ieri in direzione nazionale, dove si è consumata la svolta, per il Pd e per l’Italia: Matteo Renzi porta con sé la grande maggioranza dell partito e si “prende” il governo, spingendo Enrico Letta alle dimissioni.
«Ora si cambia passo», esulta Sbrollini. Con lei anche il renziano Filippo Crimì, ed era scontato, ma pure Alessandra Moretti, molto meno scontato per l’ex portavoce di Bersani, poi cuperliana. «È un grande azzardo», ribatte invece Filippin, che alla nota politica ne aggiunge una umana: «Sono vicina a Letta, per me è una brutta giornata». E non la pensano molto diversamente il deputato Federico Ginato e il senatore Giorgio Santini, che però ieri non erano raggiungibili. Insomma, il Renzi I deve ancora iniziare, l´esecutivo Letta è virtualmente defunto ma una costante resta: il Pd sul lettino dello psicanalista. Continua

Electrolux, ora Zanonato divide il Pd.

Il Ministro Flavio Zanonato

Il Ministro Flavio Zanonato

Dal Corriere del Veneto  del 23/01/2014.

Serracchiani chiede le dimissioni. Lui replica: «Io agisco, no alle polemiche dannose». Spaccatura a sinistra.

VENEZIA — Che la sua poltrona nell’ufficio nobile dello storico Palazzo Piacentini fosse in bilico, era riportato da almeno quindici giorni in tutti i bollettini quotidiani sul totoministri in corso. Ma che l’attacco frontale, quello più diretto e pesante, gli arrivasse dalla sua stessa parte politica, forse nemmeno il ministro Flavio Zanonato se lo sarebbe aspettato. Continua

Intervista. Filippin: “Prima il Veneto? In questi quattro anni Zaia ha fatto poco niente” – seconda parte

Palazzo Balbi, sede del Presidente della Regione Veneto e della Giunta regionale

Da Il Gazzettino del 23/12/2013

I bookmakers danno il Pd come possibile vincitore delle regionali. Guardando agli avversari, Pdl e Lega sono sempre più ai ferri corti.
«La maggioranza Pdl-Lega è andata in frantumi. Il fallimento è totale. Si sono presentati con un’alleanza innovativa, che avrebbe portato il Veneto a competere coi migliori territori europei. Il presidente Zaia, ripete come un disco rotto “indipendenza, indipendenza, indipendenza”, salvo poi invece invocare l’intervento della troika europea per il Veneto. Dov’è il cambiamento che proponevano?».

Perché è fallita l’alleanza Pdl-Lega?
«La Lega è in crisi profonda, di identità, di progetto, di uomini: Tosi prova a ridare una visione di destra riformista, mentre Zaia insegue le solite macchiette. Il Pdl non esiste più». Continua

Intervista. Filippin: “Regionali, Variati in pole position” – prima parte

Achille Variati, sindaco di Vicenza

Achille Variati, sindaco di Vicenza

Da Il Gazzettino del 23/12/2013

Fulminata sulla via di Firenze. Rosanna Filippin, “nata” bersaniana, nella corsa di Matteo Renzi alla segreteria ha preferito contribuire alla svolta piuttosto che continuare a far parte dell’apparato, sconfitto alle primarie. La senatrice vicentina, componente della nuova direzione del Pd, segretaria uscente del Pd veneto, tira le somme della sua gestione (dal 2009) e guarda al congresso regionale (entro il 31 marzo prossimo) e alle elezioni regionali del 2015.

Rosanna Filippin, Renzi ha fatto un bel repulisti della nomenclatura.
«Non mi piace questa definizione. Diciamo che, insieme a lui, c’è stato un fortissimo rinnovamento. Cosa già iniziata con le politiche di febbraio e proseguita durante i congressi locali». Continua

Regione. Filippin contro Zaia, su Euro battute e populismo

(ANSA) – VENEZIA, 18 DIC – Il segretario del Pd veneto Rosanna Filippin stigmatizza le prese di posizione sull’Europa e sull’euro espresse ieri dal presidente della Regione, Luca Zaia, durante un intervista ad un’emittente locale. Dall’ipotesi di uscire dall’euro, al ‘commissariamento’ della troika per l’Italia, fino all’autonomia veneta, secondo Filippin “Zaia arriva a fine anno stanco, farneticante e con un bilancio di attività di governo che fa acqua da tutte le parti”. “Battute di fine anno di un governatore più fedele a una linea politica populista e qualunquista in vista delle elezioni europee (leggi Lega) – prosegue l’esponente democratica – piuttosto che un bilancio di fine anno che annoveri risultati positivi per il Veneto, che lui e la sua Giunta di cui non possono certo vantarsi”. “Bastino – aggiunge Filippin – pochi esempi: una mancata politica dei trasporti a tutto favore di strade e autostrade e, quindi, cemento su cemento, a scapito di servizi moderni e efficienti per studenti e pendolari e un bilancio regionale che viene rinviato e che presenta un ‘buco’ colossale che ricadrà sulle spalle dei veneti per tagli e mancati investimenti”. Il segretario regionale del Pd ‘azzera’ anche le ipotesi di autonomia, ricordando che “è in discussione una proposta di legge del Pd che investe di responsabilità le Regioni coinvolgendole nella gestione e nei tempi della finanza pubblica”. Filippin critica inoltre la posizione del governatore sul cosiddetto movimento dei forconi, e infine sull’euro afferma: “con la scelta imposta a Zaia dal nuovo corso della segreteria nazionale della Lega su euro-si’, euro-no, ci troviamo di fronte a parole al vento: provate a immaginare una Italia fuori dall’eurozona e un sistema economico-imprenditoriale escluso dall’Europa monetaria. Zaia dovrebbe capire che, un conto sono gli slogan xenofobi e antieuropei e un conto sono gli scenari politici ed economici in cui agisce un sistema industriale come quello del Nordest che vince solo grazie all’export”. (ANSA).

Interrogazione. Il caso Akzo Nobel approda in Senato.

Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Fellette.

Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Fellette.

Da Il Giornale di Vicenza di mercoledì 11/12/2013.

È stata depositata ieri al Senato un’interrogazione urgente da parte del sen. Giorgio Santini (Pd) in merito all’annuncio della multinazionale Akzo Nobel della chiusura della fabbrica di Romano.
«Il 5 dicembre 2013 – si legge nell’interrogazione firmata anche dalla sen. Rosanna Filippin – è stato comunicato alle rappresentanze sindacali e ai lavoratori che la direzione Akzo ha deliberato la chiusura dello stabilimento in una ottica di riduzione dei costi, pur a fronte di un mercato europeo stabile. L’azienda ritiene di dover accentrare la produzione in altri stabilimenti in Italia ed Europa».
L´interrogazione sottolinea lo stato di mobilitazione dei lavoratori, le numerose ore di sciopero e la grande preoccupazione tra cittadini, enti locali e rappresentanti istituzionali per i posti di lavoro persi.
«La chiusura – afferma Santini – rischia di mettere a dura prova la coesione sociale del Bassanese, un’area che soffre a causa della crisi».
Santini e Filippin chiedono al Governo di farsi carico della difficile situazione e di specificare quali misure si intendano adottare per scongiurare la chiusura e il licenziamento dei lavoratori.