Lettera di Matteo Renzi ai Senatori

renzi1Gentile Senatrice, caro Senatore,
all’inizio di questa settimana così impegnativa avverto il bisogno di scrivere a voi che con il vostro sostegno garantite la fiducia e la
maggioranza al Governo.
Stiamo realizzando un’impresa. Una legislatura nata con le difficoltà che ricordiamo può segnare una svolta nella storia repubblicana. La modifica costituzionale di cui state discutendo supera il bicameralismo perfetto, semplifica il processo legislativo, riequilibra il rapporto Stato Regioni, abolisce il Cnel, disegna uno Stato più efficace e semplice. Una rivoluzione del buon senso in linea con le principali esperienze costituzionali europee. Si può essere d’accordo o meno con questa riforma: definirla svolta autoritaria però significa litigare con la realtà. Continua

Renzi premier spacca i parlamentari Pd

Direzione-Pd-Renzi-Serve-un-nuovo-governo-fino-al-2018_h_partbDa Il Giornale di Vicenza del 14/02/2014

La mano alzata della deputata franceschiniana Daniela Sbrollini, il non voto della senatrice lettiana Rosanna Filippin. Due parlamentari vicentine, due posizioni opposte nell’ennesima giornata di travaglio politico del Partito democratico. È la fotografia scattata ieri in direzione nazionale, dove si è consumata la svolta, per il Pd e per l’Italia: Matteo Renzi porta con sé la grande maggioranza dell partito e si “prende” il governo, spingendo Enrico Letta alle dimissioni.
«Ora si cambia passo», esulta Sbrollini. Con lei anche il renziano Filippo Crimì, ed era scontato, ma pure Alessandra Moretti, molto meno scontato per l’ex portavoce di Bersani, poi cuperliana. «È un grande azzardo», ribatte invece Filippin, che alla nota politica ne aggiunge una umana: «Sono vicina a Letta, per me è una brutta giornata». E non la pensano molto diversamente il deputato Federico Ginato e il senatore Giorgio Santini, che però ieri non erano raggiungibili. Insomma, il Renzi I deve ancora iniziare, l´esecutivo Letta è virtualmente defunto ma una costante resta: il Pd sul lettino dello psicanalista. Continua

Risposta a Zaia dei parlamentari PD veneti sul problema alluvioni.

Egregio Presidente,
il suo appello alla collaborazione da parte dei parlamentari veneti per superare la situazione non solo di emergenza contingente, ma di costante rischio idrogeologico in cui si trova il nostro territorio, incontra la disponibilità senza incertezze dei parlamentari del PD. La nostra disponibilità è tesa a far fronte al dovere inderogabile di chi è eletto e rappresenta le istituzioni ad ogni livello di garantire ai cittadini il massimo impegno nell’affrontare in modo costruttivo ogni tipo di questione attinente al bene comune. Continua

In Senato ha approvato il decreto del «Fare», meno soldi per i manager

Da il Giornale di Vicenza dell’08/08/2013
Passa al Senato il decreto «Fare», dopo un dibattito in Aula lungo e su alcuni nodi anche molto acceso. Una settantina le modifiche apportate al testo, approvato con 190 voti favorevoli, che ora torna alla Camera per la terza lettura. Contiene misure che vanno dalle semplificazioni allo smaltimento dell´arretrato della giustizia civile, dalle infrastrutture al sostegno alle piccole e medie imprese, passando per le multe e la sicurezza della scuole.
Dopo il ko di martedì su un ordine del giorno della Lega per l´abolizione della tassa sui telefonini, il governo ieri è scivolato due volte sul «pacchetto giustizia» (sulle nuove regole per l´accesso ai concorsi in magistratura e sugli stage per le professioni legali). E sul fronte giustizia è stato anche accolto un ordine del giorno che chiede al governo un intervento «correttivo» della riforma Severino sulla geografia dei tribunali.
Tentato in Aula anche un «blitz» da parte del Pdl sul limite all´uso dei contanti che puntava ad alzare la soglia per la tracciabilità dei pagamenti da mille a tremila euro. Ma l´emendamento è stato respinto.
Tra i nodi approvati si segnala l´approvazione al taglio dei compensi del 25% per manager delle società a controllo pubblico quotate e non quotate che emettono titoli non azionari, a qualunque titolo determinati, a partire dal prossimo rinnovo.
Semplificati poi gli adempimenti per le ristrutturazioni private, anche se i Comuni individueranno le aree dei centri storici da escludere entro giugno 2014. Se non decideranno in tempo, e se non interverrà nemmeno la Regione, la parola passerà a un commissario ad hoc nominato dal ministero delle Infrastrutture. Continua

Riforma delle circoscrizioni giudiziarie: i (troppi) silenzi del Ministro e il voto in Commissione

seidasalvareIeri il Ministro Cancellieri ha disdetto l’appuntamento previsto con me e altri 5 Senatori del PD per sopraggiunti impegni.
Nulla di scandaloso, stiamo parlando di un Ministro della Repubblica e sono certa che si sia trattato di un vero impedimento.
Il problema è che anche in Commissione Giustizia, i segnali che continuano ad arrivare nell’ambito della riforma delle Circoscrizioni Giudiziarie sono fumosi e poco chiari. Silenzi, continui rinvii, attese, temporeggiamenti.
Questo atteggiamento non è più tollerabile. Vogliamo un confronto nel merito, nel rispetto dei ruoli, ma anche nel rispetto degli italiani su cui questa riforma andrà ad incidere.
Ecco perchè in Commisisone abbiamo votato a larghissima maggioranza, la proroga, cioè il rinvio di un anno dell’intera riforma della geografia giudiziaria.
Ora spetterà all’aula votare questo rinvio, e a verbale risulta la richiesta di tutti del decreto correttivo: cosa significa? Significa riforma si, ma mantenendo un numero selezionato di uffici, Bassano compresa.
Ai tanti che ancora oggi mi chiedono il perchè, e se non si tratta di un ulteriore spreco di denaro vorrei rispondere chiaramente: difendere dalla riforma i cosiddetti “Sei tribunali da salvare” cioè le sedi di di Bassano del Grappa, Chiavari, Lucera, Pinerolo, Rossano Calabro e Tolmezzo è un’azione a garanzia di una giustizia efficiente per tutti i cittadini, nonchè a difesa dei presidi dello Stato in territori difficili. Continua

Diaria, stipendi e scontrini: quanto guadagna (e quanto spende) un Senatore

Cari amici,
ho pensato possa essere interessante (e forse utile) mettervi a conoscenza, in modo molto semplice e trasparente, dei miei guadagni come Senatore, e delle spese che ho sostenuto e sostengo qui a Roma.
Diversamente da qualche movimento politico, non credo che i costi della politica siano l’unico problema del nostro Paese, ma poichè si tratta di una questione sentita da tutti, compresa la sottoscritta, credo sia doveroso renderne conto ai miei elettori, e n0n solo.

Spese prelimiari
Per contribuire alla campagna elettorale del Pd del Veneto ogni candidato in posizione sicura e poi eletto è stato chiamato a contribuire con il versamento di euro 25.000. Cosa che io (sottolineo, io!) ho fatto. Quindi ho iniziato con il versamento una tantum di 25.000 euro.
Sempre come spesa una tantum, ho fatto realizzare il sito – blog da cui parte questa news letter con il costo di circa 1.500,00.

Qual’è lo stipendio di un senatore della Repubblica Italiana?
– Stipendio mensile netto : 5.125,00 euro al mese.
– Rimborso per l’attivita’ politica : 4.000,00 al mese, da rendicontare, ovvero vengono pagati se ogni Senatore fornisce prova documentale di averli spesi e spesi per l’attività politica. Continua

Tensione nel Pd: «Basta autogol», 70 senatori difendono la linea

Da Il Mattino di Padova del 12/07/2013

Ci sono anche le firme di Rosanna Filippin e Giorgio Santini a sostegno del documento dei 70 senatori Pd, in cui si chiede uno «scatto d’orgoglio». Il Pd in queste ore fatica a tenere le larghe intese e la reazione del Pdl alla Cassazione: il giorno dopo il voto sulla sospensione dell’aula, è il «tutti contro tutti», a colpi di lettere e documenti. «Serve uno scatto d’orgoglio, basta autogol», chiedono 70 senatori, soprattutto bersaniani e franceschiniani, difendendo la scelta di ieri ma criticando gli errori di comunicazione. E tra questi ci sono anche Giorgio Santini e Rosanna Filippin, segretaria regionale Pd in Veneto, che rincara la dose: «Non ho capito le posizioni di Gentiloni e Rosy Bindi che forse cercano una ricollocazione in vista del referendum: il Pd ha fatto il proprio dovere fino in fondo perché ha ridotto a poche ore la sospensione dei lavori del parlamento, quando il Pdl chiedeva lo stop di tre giorni. Qui si tratta di salvare il governo Letta con dei comportamenti credibili. Ieri il Senato grazie alla perfetta guida di Calderoli ha licenziato provvedimenti importanti. Tra i 70 firmatari non ho visto né Felice Casson né Laura Puppato», conclude Rosanna Filippin. Continua