Crisi di governo. Irresponsabilità: quanto costa, chi la paga? Il pensiero dei sindacati

Voglio condividere con voi questa lettera aperta dei tre principali sindacati italiani: già il titolo si capisce la preoccupazione per queste giornate turbolente, in cui una parte politica è pronta a sacrificare il Paese sull’altare degli interessi personali.

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Cgil, Cisl e Uil esprimono la loro preoccupazione per la crisi istituzionale causata dall’irresponsabilità di chi vorrebbe anteporre gli interessi personali alle condizioni del Paese. L’incertezza di queste ore determina gravi ripercussioni sulla nostra economia e rischia di far aumentare la pressione fiscale sul lavoro e sulle pensioni.
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che occorre una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi anni: non si può immaginare un’uscita dalla crisi senza puntare sul lavoro e sulla buona occupazione. Per questo serve un vero Governo del Paese, capace di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
In ragione di ciò, Cgil, Cisl e Uil chiedono che la legge di stabilità preveda: Continua

«Questo Pdl è schiavo degli umori del capo»: intervista del Giornale di Vicenza

Da Il Giornale di Vicenza del 27/09/2013

Senatrice del Pd e membro della giunta per le elezioni: il 4 ottobre ci sarà anche lei, Rosanna Filippin, a votare sulla decadenza o meno di Silvio Berlusconi da senatore.
Senatrice Filippin, il Pdl minaccia dimissioni in massa. Siete preoccupati?
Intanto va ricordato come “funzionano” le dimissioni: vanno presentate una per una all´aula, non al proprio capogruppo, e l’aula può respingerle o accettarle. Già questo fa capire che questa ipotesi viene usata ad arte per esercitare ulteriore pressione.
Su chi? Sul Pd? Sul Governo? Sul Colle?
Su tutto e su tutti.
Berlusconi contesta il fatto che non siano state accolte le pregiudiziali della difesa.
La legge Severino per noi si applica così com´è, che sia in ballo la posizione del senatore Berlusconi o di Enrico Letta o di Rosanna Filippin.
Ma sul dubbio di legittimità costituzionale anche Violante, Pd, aveva aperto al Pdl.
Violante ha solo detto che, visto che il Pdl solleva dubbi di incostituzionalità, si poteva chiedere preventivamente un giudizio di legittimità alla Consulta. Ma se il legislatore ha davvero dei dubbi di costituzionalità, deve rifare la legge. Noi invece non abbiamo ravvisato alcun profilo di illegittimità nella legge Severino, quindi deve essere applicata, chiunque sia il soggetto coinvolto. Non è colpa nostra se la condanna definitiva è di Berlusconi.
Che cosa prevede, senatrice? Vere dimissioni pidielline o è solo uno spauracchio?
Ce lo chiediamo tutti. Pochi giorni fa Berlusconi si diceva leader anche se decaduto, ma ora minaccia sfracelli. E il suo partito sempre dietro, prigioniero: ma se qualcuno mette gli sbalzi umorali del suo anziano leader al primo posto, bloccando l´azione del Parlamento, vuol dire che non è degno di stare lì. E gli italiani valuteranno.

 

Giunta, via ai lavori. Duello sui tempi

Da Il Corriere della sera dell’08/09/2013
Il Pdl: ricorso a Strasburgo, sospendiamo tutto. Ma Violante: è irricevibile

giuntaROMA — Oggi alle 15, dopo 40 giorni di ipotesi e di duelli tra costituzionalisti, la giunta delle Elezioni del Senato entra nel vivo della «procedura per la declaratoria della decadenza dalla carica» di parlamentare di Silvio Berlusconi, come effetto (legge anticorruzione) della condanna inflittagli dalla Cassazione lo scorso 2 agosto (4 anni per frode fiscale).
Il «fatto nuovo» è il ricorso «contro l’Italia» presentato dall’ex premier alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo che, almeno nelle dichiarazioni di Angelino Alfano e di mezzo Pdl, mira a dimostrare che «il caso Berlusconi non è chiuso». Va da sé che i commissari del Pdl presenti in giunta delle Elezioni (Caliendo, Casellati, D’Ascola, Giovanardi) potrebbero chiedere una sospensione dei lavori della giunta alla luce del ricorso contro l’Italia in cui Berlusconi «si duole» della legge anticorruzione (che ha avuto attuazione con il cosiddetto decreto Monti-Cancellieri-Severino). Quello che esclude dal Parlamento i condannati (anche per sentenze intervenute in corso di mandato) a pene superiori ai due anni. Continua

Ora il Cavaliere decadrà? Filippin: «La norma è chiarissima»

Da Il Giornale di Vicenza del 03/08/2013
IL VERDETTO. Filippin (Pd) dovrà esaminare il caso in commissione

«La magistratura è indipendente. Ma vale anche per la politica». Rosanna Filippin, senatrice Pd fa parte della giunta elettorale che dovrà valutare la decadenza o meno del senatore Berlusconi a seguito della condanna. Ma per lei una cosa è certa, il Governo non si tocca. «Il nostro compito – dice – ora è quello di mettere il Paese in condizione di affrontare una normale competizione elettorale: cosa che al momento non è in grado di affrontare». Di qui l´auspicio di proseguire a lavorare «per il bene degli italiani». E continua: «Più di qualcuno considerava questo Governo una sorta di salvacondotto per Berlusconi: come a dire appoggio Letta e non avrò problemi giudiziari. La sentenza smentisce questa ipotesi. E ora Pd e Pdl dovranno continuare a fare quello che stavano facendo visto che solo ora si iniziavano a vedere i primi timidi risultati del percorso appena intrapreso. C´è qualcuno che scommette sul fallimento del Governo e dell´Italia, cioè il Movimento cinque stelle».
Filippin è componente della giunta elezioni che si era fino ad ora occupata di Berlusconi perché titolare di autorizzazioni televisive. «Ora però con la sentenza si dovrà analizzare il caso per la confermata condanna. Scatterà quindi in giunta (23 componenti) un procedimento che, come prevede il regolamento, sarà una sorta di processo con tanto di relatore e controrelatore che difenderà la posizione di Berlusconi. Ci sarà da decidere se farlo decadere o meno dalla carica di senatore. La norma anti corruzione prevede che chi è condannato a più di due anni deve lasciare. La difesa punterà sui tre anni di indulto? A mio giudizio non ci sono dubbi interpretativi. Ma mio dovere ora è analizzare con serenità e in modo coscienzioso questo procedimento, per formulare poi un parere che sarà votato in aula. Tempi? Lunghi»

Ineleggibilità, la rassegnazione dei democratici. “E’ impossibile far decadere Berlusconi”

Da Repubblica del 22/05/2013

ROMA – Sono assai pochi quattro minuti. Ieri hanno salvato i Democrat dal precipizio al Senato. Dalla spaccatura. Dalla palese frantumazione. Quattro minuti per rinviare la seduta della giunta per le autorizzazioni ed evitare che gli otto componenti del Pd andassero in ordine sparso sulla presidenza. Sarebbe stato il segnale che il Pdl aspettava per considerare Berlusconi al sicuro su un futuro voto per la sua ineleggibilità. Il Pd si è fermato prima di finire nel fosso politico, il capogruppo Luigi Zanda ha intuito il rischio, ha bloccato la partita. Lo ha fatto dopo una riunione tesa con gli otto, in cui sono emersi i tre no alla possibile presidenza del leghista Raffaele Volpi, quelli di Felice Casson, Rosanna Filippin e Stefania Pezzopane, ma pure i sì, come quello di Doris Lo Moro, che con Volpi ha lavorato alla Camera e non ne dà un giudizio cattivo. Continua

Cauti contro inflessibili, in Giunta la sfida interna del Pd

Da Il Corriere della Sera del22/05/2013

ROMA – A chieder conto a loro, che sono otto, tutti magistrati o avvocati, quasi tutti freschi neoparlamentari, la decisione scaturirà da uno studio accurato del decreto 361 del 1957, arricchito dai faldoni con i precedenti, compulsati con scrupolo e acribia per una valutazione fredda e tecnica. Tutto vero, probabilmente, come è vero che la decisione finale spetterà all’Aula, non certo a loro. Ma non sfugge a nessuno degli otto senatori del Partito democratico della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari che la questione è eminentemente politica e che dichiarare fuori gioco Silvio Berlusconi significherebbe provocare un cataclisma nel delicato equilibrio delle larghe intese, con possibile crollo repentino del governo. Anche per questo la pattuglia degli otto democratici misura le parole e tara i bilancini. Continua