Assestamento bilancio regionale 2015. Relazione di Piero Ruzzante (PD)

ANCORA UNA VOLTA, ULTIMI. ALTRO CHE “PRIMA IL VENETO”. I VOSTRI RITARDI LI PAGANO I CITTADINI E LE IMPRESE.

Mi ero sbagliato: avevo scommesso, ma ero serio, ero convintissimo che quest’anno sareste stati puntuali, puntualissimi, nell’approvazione del rendiconto, dell’Assestamento e del Bilan­cio, se non altro per l’avvicinarsi della scadenza elettorale. Mi sono decisamente sbagliato: il rendiconto doveva essere approvato entro il 30 aprile e siamo al 17 dicembre; l’Assestamento doveva essere approvato, secondo l’articolo 56 dello Statuto, entro il 30 settembre, ricordo che nel 2008 e nel 2009 lo approvò il Consiglio regionale nel mese di agosto, oggi siamo al 17 dicembre e abbiamo appena iniziato la discussione sull’Assestamento di bilancio. È un cupio dissolvi quello dello slogan elettorale con il quale avete vinto la campagna del 2010: “Primo il Veneto”. Almeno sulle politiche di bilancio non siete mai stati primi, molto spesso siete stati gli ultimi e siete anche riusciti a peggiorare nel corso della Legislatura. Continua

Risposta a Zaia dei parlamentari PD veneti sul problema alluvioni.

Egregio Presidente,
il suo appello alla collaborazione da parte dei parlamentari veneti per superare la situazione non solo di emergenza contingente, ma di costante rischio idrogeologico in cui si trova il nostro territorio, incontra la disponibilità senza incertezze dei parlamentari del PD. La nostra disponibilità è tesa a far fronte al dovere inderogabile di chi è eletto e rappresenta le istituzioni ad ogni livello di garantire ai cittadini il massimo impegno nell’affrontare in modo costruttivo ogni tipo di questione attinente al bene comune. Continua

Maltempo in Veneto, i proclami non servono

Il livello critico del Bacchiglione a Ponte degli Angeli (Vicenza)

Il livello critico del Bacchiglione a Ponte degli Angeli (Vicenza)

Una maggiore attenzione al territorio, una politica di interventi strutturali e di prevenzione, una minore cementificazione del suolo. Se il Veneto è in ginocchio – in montagna per la neve e in pianura per le esondazioni dei fiumi con tutta una serie di danni e disagi per le popolazioni – si possono identificare le cause in scarse azioni di politiche ambientali da parte della Regione in questi ultimi anni. Parate di politici e fiumi di parole non hanno risolto i problemi di fondo che devono, a dire il vero, trovare un forte sostegno anche da parte del governo centrale. Continua

Regione. Filippin contro Zaia, su Euro battute e populismo

(ANSA) – VENEZIA, 18 DIC – Il segretario del Pd veneto Rosanna Filippin stigmatizza le prese di posizione sull’Europa e sull’euro espresse ieri dal presidente della Regione, Luca Zaia, durante un intervista ad un’emittente locale. Dall’ipotesi di uscire dall’euro, al ‘commissariamento’ della troika per l’Italia, fino all’autonomia veneta, secondo Filippin “Zaia arriva a fine anno stanco, farneticante e con un bilancio di attività di governo che fa acqua da tutte le parti”. “Battute di fine anno di un governatore più fedele a una linea politica populista e qualunquista in vista delle elezioni europee (leggi Lega) – prosegue l’esponente democratica – piuttosto che un bilancio di fine anno che annoveri risultati positivi per il Veneto, che lui e la sua Giunta di cui non possono certo vantarsi”. “Bastino – aggiunge Filippin – pochi esempi: una mancata politica dei trasporti a tutto favore di strade e autostrade e, quindi, cemento su cemento, a scapito di servizi moderni e efficienti per studenti e pendolari e un bilancio regionale che viene rinviato e che presenta un ‘buco’ colossale che ricadrà sulle spalle dei veneti per tagli e mancati investimenti”. Il segretario regionale del Pd ‘azzera’ anche le ipotesi di autonomia, ricordando che “è in discussione una proposta di legge del Pd che investe di responsabilità le Regioni coinvolgendole nella gestione e nei tempi della finanza pubblica”. Filippin critica inoltre la posizione del governatore sul cosiddetto movimento dei forconi, e infine sull’euro afferma: “con la scelta imposta a Zaia dal nuovo corso della segreteria nazionale della Lega su euro-si’, euro-no, ci troviamo di fronte a parole al vento: provate a immaginare una Italia fuori dall’eurozona e un sistema economico-imprenditoriale escluso dall’Europa monetaria. Zaia dovrebbe capire che, un conto sono gli slogan xenofobi e antieuropei e un conto sono gli scenari politici ed economici in cui agisce un sistema industriale come quello del Nordest che vince solo grazie all’export”. (ANSA).

Partito il nuovo orario. Odissea per i pendolari. Treni pieni o cancellati.

Ecco come si presentava il treno ieri mattina un treno: spazi ristretti e tutti in piedi.

Ecco come si presentava il treno ieri mattina un treno: spazi ristretti e tutti in piedi.

Da Il Giornale di Vicenza del 17/12/2013.

Entra in vigore il nuovo orario ferroviario cadenzato, e per i pendolari è subito odissea. Poi, ci mette lo zampino anche un guasto sulla linea Padova-Mestre. Così, poco dopo le 6, i ritardi e le corse soppresse non si contano più. O meglio, le conta ancora chi in treno viaggia regolarmente. Intorno alle 13, quando la rabbia dei viaggiatori sfuma in rassegnata frustrazione, giunge un comunicato di Trenitalia. Nella nota si legge che 14 treni regionali hanno registrato ritardi e 6 sono stati cancellati. Per i pendolari vicentini che arrivano tardi al lavoro o all’università è un’ecatombe. Continua