Veneto 2015, un’occasione da non sprecare

Intervento pubblicato sul Corriere del Veneto del 16/06/2013

La recente tornata amministrativa che ha visto un’affermazione così netta e decisa del centrosinistra in tutta Italia ci ha consegnato un nuovo quadro politico regionale, in cui il PD rappresenta la prima forza politica. Delle prime 12 città del Veneto, ben 9 sono amministrate dal centrosinistra. In questo scenario politico così radicalmente mutato il Partito Democratico potrà giocare un ruolo da protagonista nella partita più importante che abbiamo davanti a noi: le elezioni regionali del 2015.
Come fare per tradurre il consenso amministrativo in consenso politico?
Da un’analisi delle ragioni della vittoria emerge un identikit chiaro di quale PD si afferma e vince nella nostra regione. Lascio volutamente a margine lo stato degli altri partiti e movimenti, e provo a delineare il ritratto del Partito Democratico che sarà in grado di vincere la sfida con il centrodestra nel 2015.
Il PD vince quando sa occuparsi dei problemi reali dei cittadini, prima ancora che di se stesso. Vicenza viene straordinariamente conquistata al primo turno da un sindaco, Achille Variati, che tra i tanti problemi legati all’amministrazione, ha dovuto fronteggiare una tragica alluvione. Si tratta di un’emergenza ancora aperta, e i vicentini hanno premiato un sindaco che invece dei salotti televisivi ha indossato elmetto e impermeabile e si è speso senza riserve per la propria città.
Soprattutto in Veneto, il centrosinistra vince non quando è ideologico e identitario, ma quando si sa aprire e confrontare con altri mondi. Dipingere Giovanni Manildo come un capo scout dai modi gentili è certamente riduttivo, ma dimostra che il PD diventa un partito affidabile se riesce coniugare i propri valori con le istanze del territorio. Manildo ha interpretato il bisogno di cambiamento di Treviso offrendo ai trevigiani l’idea di una città diversa, più aperta e solidale, sviluppando un intenso dialogo con le categorie produttive.
I veneti, stanchi degli slogan che promettevano la luna e che non hanno portato a nulla, si sono fidati degli amministratori del PD perché hanno usato parole di verità, sobrie al limite della scarsa popolarità, ma che sono le uniche possibili di questi tempi. Flavio Zanonato, ora Ministro ma prima ancora sindaco di Padova, è abituato a “parlar chiaro”, a costo di essere fischiato.
Il prossimo governatore del Veneto non dovrà solo dire “prima i veneti”, ma dovrà occuparsi della nostra regione con politiche concrete di sviluppo.
Il PD ha un’idea chiara per il nostro Veneto: dobbiamo rilanciare il grande sogno della città metropolitana, collegata da una metropolitana di superficie di livello europeo, con un unico polo universitario in grado di attrarre talenti da tutto il mondo, con un nuovo modello di welfare, dove Regione, comuni e privato sociale sappiano costruire assieme le risposte ai nuovi bisogni e al l’invecchiamento della popolazione.
Il PD è pronto a correre per vincere la partita delle prossime regionali, occupandosi di problemi concreti e aprendo un confronto di due anni, a tutto campo, anche con mondi finora considerati lontani.
La scelta del candidato (o della candidata), sarà conseguente a questo progetto, e alle risposte da dare ai nostri concittadini. Perché per noi prima arrivano le idee che abbiamo per il Veneto e dopo i nomi per attuarle: il nostro impegno per costruire questo progetto per il Veneto parte già da oggi. Perché, questa volta, vogliamo vincere.


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