Voto sulle unioni civili: la battaglia sarà dura

Da Il Giornale di Vicenza del 23/09/2014

«La legge sulle unioni civili ora è in commissione al Senato e siamo arrivati ad un testo, però contestato da una parte dalla maggioranza. Il Governo ha detto che è sua intenzione andare avanti, sarà una battaglia dura, non senza vittime: può essere che perdiamo l’Ncd. Come chi non vuole stare insieme ha diritto di non essere obbligato a farlo, chi vuole stare insieme deve poterlo fare e avere diritto di adottare il bambino di uno dei partner». Rosanna Filippin, senatrice Pd e membro della commissione Giustizia, racconta così la lotta per le leggi sui diritti civili che sta portando avanti e lo fa all’inaugurazione dell’Arcigay School, di cui è madrina con la consigliera comunale di Sel Valentina Dovigo, che 10 anni fa dai banchi dell’opposizione aveva proposto il registro (bocciato) delle coppie di fatto.
Sabato al Polo B55 si è tenuta la prima lezione su “orientamento sessuale e identità di genere”, preceduta dagli interventi di Mattia Stella, presidente dell’Arcigay di Vicenza e di Filippin. «Quando ci si impegna su qualcosa che sta a cuore – afferma Stella – si lavora tanto, ma a volte si rischia di trascurare la formazione. L’importanza di questa scuola è che dà questi strumenti».
Filippin ha fatto il punto su entrambe le leggi che sta seguendo: contro l’omofobia e diritti civili. «La prima – spiega – mira a punire i reati che nascono da una convinzione omofobica. È stata votata alla Camera e ora è in commissione al Senato, ma la battaglia sarà dura, perché su queste questioni i numeri sono risicati». «Per la seconda – continua – è già stato steso un testo che stiamo modificando. Adesso arriveranno in commissione diversi provvedimenti, tra cui la Legge di stabilità e il pacchetto giustizia, nel quale vorrei cercare di far entrare il divorzio breve, anche se temo non sarà possibile. Poi si passerà ai diritti civili e se dovesse esser- ci ostruzionismo passeremo alla calendarizzazione. Vorrei portarla in aula entro fine anno». Non tutti i partiti, infatti, la pensano allo stesso modo. Ad esempio l’Ncd «ha proposto un “patto di convivenza” differente – afferma Filippin -. Anche loro però riconoscono la necessità di dare una legislazione, altrimenti lo faranno i giudici, com’è già successo con la “step child adoption”, l’adozione del figlio di uno dei partner, prevista nella legge».
“Convitato di pietra” Carlo Giovanardi, collega di Filippin in commissione, noto per le sue posizioni conservatrici, al quale Stella ha inviato in regalo una spillina dell’Arcigay, affidata alla senatrice.


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